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Slitta il voto sulla sanità

· ​La riforma di Trump divide i repubblicani ·

Scontro al Congresso. Il presidente Donald J. Trump deve fare i conti con uno dei momenti più difficili della sua seppur breve presidenza. Ieri le divisioni interne ai repubblicani hanno fatto slittare il voto sulla nuova riforma sanitaria che dovrebbe sostituire l’Obamacare.A fare opposizione è stato soprattutto Mark Meadows, presidente dell’House Freedom Caucus, il gruppo di ribelli defezionisti repubblicani, che ha annunciato il nulla di fatto dopo un incontro in extremis con lo stesso Trump. La legge rimane così priva della maggioranza dei 216 voti per il via libera alla Camera dei Rappresentanti, costringendo a un rinvio del voto sine die da parte dello speaker Paul Ryan. Forse già oggi ci potrebbe essere un nuovo tentativo di far passare il provvedimento. Alcuni analisti l’hanno già definito la prima “grande sconfitta” del presidente americano in parlamento. Trump ha fatto dell’abolizione dell’Obamacare uno dei punti cruciali del proprio programma. La nuova riforma propone una riduzione dei requisiti qualitativi richiesti alle assicurazioni, la sospensione delle misure sanzionatorie nei confronti dei cittadini che non acquistano una copertura, e il taglio del Medicaid, il sistema di previdenza per i cittadini meno abbienti, tutte misure che Obamacare aveva invece rafforzato. La norma predispone inoltre crediti di imposta per alleggerire il pagamento delle spese mediche e permette l’imposizione alle società assicuratrici di prezzi più alti alle persone anziane, oltre a ribaltare alcuni inasprimenti fiscali previsti per i cittadini più ricchi e le grandi Corporation del settore. La misura — ideata dal segretario alla sanità Price — congela poi ogni finanziamento federale in tema di sostegno alle famiglie. Alcuni repubblicani ultraconservatori del Congresso ritengono il testo troppo blando; altri al contrario sono perplessi per il rischio che milioni di americani restino improvvisamente senza copertura sanitaria.

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24 marzo 2019

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