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Sirte
libera dall’Is

· Nella città libica restano solo alcuni jihadisti nascosti ·

La città di Sirte è stata liberata dall’Is. È questo l’annuncio giunto ieri da fonti libiche e ribadito oggi su web, ma il portavoce delle milizie di Misurata, il generale libico, Mohamed al Ghasri, lo ha ridimensionato, spiegando che «al momento non si può annunciare la liberazione totale della città».

A Sirte si festeggia la resa dell’Is (Reuters)

Decine di jihadisti del cosiddetto stato islamico si sono arresi nel quartiere di Giza Bahareya e 50 sono stati arrestati. Ma, sia le milizie di Misurata, principale componente paramilitare dell’operazione anti-Is, sia la brigata 604 di fanteria delle milizie libiche, hanno spiegato che «alcuni restano nascosti in alcuni edifici della città». In particolare, sarebbero asserragliati «in un piccolo numero di case nella marina di Giza, il quartiere, ultima roccaforte dell’Is dove nell’ultimo mese si sono intensificati i combattimenti». Oggi le operazioni risultano sospese e sembra si contino 27 militanti dell’Is arresi. Le forze del consiglio presidenziale del governo di riconciliazione nazionale libico hanno aperto dei corridoi sicuri nel quartiere per liberare quattro donne di nazionalità araba e africana. Sirte si presenta al momento come l’ultimo nascondiglio di una quindicina di seguaci dell’Is. La città è un importante porto del golfo centrale della costa libica. Ed è stata in passato la roccaforte del colonnello Muhammar Gheddafi. L’avanzata procede con estrema cautela per la presenza di mine e trappole esplosive. In una delle abitazioni già bonificate sono stati rinvenuti i cadaveri decapitati di alcuni terroristi, forse vittime di una faida interna. I miliziani dell’Is hanno anche tentato di usare i civili come scudi umani. Domenica scorsa sono stati messi in salvo 47 civili, donne e bambini compresi, attraverso un corridoio umanitario.

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