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Siria senza medici e farmaci

· Denunciato dall’Oms il continuo peggioramento della situazione sanitaria ·

Mentre la guerra civile entra nel suo quinto anno, la situazione sanitaria in Siria è in continuo peggioramento. Nella sola Aleppo ci sono un milione e trecentomila persone di fatto prive di ogni tipo di assistenza. Lo ha denunciato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un comunicato diffuso a Ginevra ieri — in vista della conferenza dei donatori che si terrà la prossima settimana in Kuwait — e nel quale chiede alla comunità internazionale almeno 124 milioni di dollari per continuare a operare nell’area.

Il documento ricorda che ad Aleppo solo quattro su undici ospedali restano operativi, oltretutto con crescenti difficoltà. Nel resto del Paese, l’Oms stima che il 57 per cento delle strutture sanitarie siano ormai inservibili o gravemente danneggiate. E anche in quelle ancora attive manca tutto, dai farmaci alle dotazioni chirurgiche. La produzione locale di medicine si è ridotta del settanta per cento, con conseguenti gravi carenze dei principali farmaci salvavita, e anche gli operatori sanitari disponibili sono meno della metà rispetto a prima del conflitto, con un’insufficienza ormai cronica di chirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici di laboratorio.

«Scene di bambini e adulti feriti gravemente sono un promemoria delle immense e continue sofferenze del popolo siriano» ha detto Elizabeth Hoff, inviata dell’Oms in Siria, ricordando che a fronte di questa situazione non ci sono stati nuovi finanziamenti nel 2015.

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26 febbraio 2020

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