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In Siria muoiono
trentasette civili al giorno

· Il segretario generale delle Nazioni Unite torna a sollecitare l’attuazione del cessate il fuoco ·

Almeno 37 civili al giorno muoiono nelle aree dove è più aspro il conflitto in Siria, mentre a sette anni dall’inizio della guerra si contano oltre 500.000 vittime. Inoltre, due milioni di persone continuano ad avere urgente bisogno di aiuti umanitari e di questi la metà sono bambini: uno su quattro risulta malnutrito.

Edifici distrutti a Duma, nell’area del Ghouta orientale (Afp)

Sono i drammatici dati che fotografano le «situazioni disperate» in Siria e che hanno spinto ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, a tornare a sollecitare l’attuazione del cessate il fuoco previsto dalla risoluzione adottata il 24 febbraio dal Consiglio di sicurezza. La risoluzione chiede una tregua di 30 giorni. L’appello di Guterres è chiaro: «Gli sforzi nel contrasto ai gruppi terroristici in Siria non sono più importanti degli obblighi a porre fine ai combattimenti». Guterres si è detto profondamente deluso dalle parti che «con azioni o con l’inazione, con criterio o indifferenza» hanno permesso il proseguimento dei combattimenti nell’area del Ghouta orientale, sobborgo alle porte di Damasco.

A livello generale il conflitto, che si trascina dal 2011, è diminuito di intensità, ma nonostante ciò — ha sottolineato Guterres — nel Ghouta orientale «raid aerei, bombardamenti e offensive di terra si sono intensificati dopo l’adozione della risoluzione». E «le violenze continuano anche altrove, ad Afrin, nella zona nord occidentale di Idlib, a Damasco e nei suoi sobborghi». Stando a quanto risulta all’Onu — ha aggiunto Guterres — non una sola persona malata o ferita è stata trasferita dopo la risoluzione adottata il 24 febbraio. «Un solo convoglio umanitario è riuscito a entrare nel Ghouta orientale, costretto a effettuare due consegne in giorni diversi della scorsa settimana».

Guterres, dunque, ha richiamato la comunità internazionale a vedere la situazione per quella che è: «In Siria la condizione umanitaria e la condizione dei diritti umani diventano sempre più disperate di giorno in giorno». 

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22 settembre 2018

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