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In Siria la pace è possibile

· Videomessaggio del Papa per la campagna di Caritas internationalis ·

«Incoraggio tutti a proclamare con forza che la pace in Siria è possibile! La pace in Siria è possibile!»: è un auspicio che Papa Francesco ripete per ben due volte, quello espresso nel videomessaggio a sostegno della campagna lanciata da Caritas internationalis martedì mattina, 5 luglio. Da mezzogiorno sul nuovo sito internet attivato appositamente per l’iniziativa (syria.caritas.org) le parole del Pontefice riecheggiano nei cinque continenti attraverso la rete e i social network per contribuire alla più grande operazione di soccorso intrapresa dall’organismo caritativo nel mondo. Un’azione umanitaria fatta di forniture di cibo e di beni di prima necessità, assistenza sanitaria, istruzione, rifugio, consulenza psicologica, protezione e sostentamento.

Francesco esordisce ricordando che «la guerra in Siria, oramai entrata nel suo quinto anno» provoca condizioni «di indicibile sofferenza di cui è vittima il popolo, costretto a sopravvivere sotto le bombe o a trovare vie di fuga verso altri Paesi», lasciandosi dietro tutto, a cominciare dalle case. In proposito il pensiero del Papa va «alle comunità cristiane, a cui» assicura tutto il proprio «sostegno a causa delle discriminazioni che devono sopportare».

Rivolgendosi poi «a tutti i fedeli» e quanti «sono impegnati, con Caritas, nella costruzione di una società più giusta», Francesco evidenzia come mentre i siriani soffrono, «incredibili quantità di denaro vengono spese per fornire le armi ai combattenti». Con la denuncia «che alcuni dei Paesi fornitori di armi, sono anche fra quelli che parlano di pace». Ecco allora l’invito «a vivere con entusiasmo quest’Anno della Misericordia» pregando «per la pace in Siria e per il suo popolo in occasione di veglie, di iniziative di sensibilizzazione nei gruppi, nelle parrocchie e nelle comunità, per diffondere un messaggio di unità e di speranza».

E alla preghiera, il Pontefice chiede di far seguire opere concrete, per esempio stimolando quanti sono «coinvolti nei negoziati di pace, affinché prendano sul serio questi accordi e si impegnino ad agevolare l’accesso agli aiuti umanitari».

Del resto, secondo Francesco tutti dovrebbero riconoscere «che non c’è una soluzione militare per la Siria, ma solo una politica». E di conseguenza la comunità internazionale è chiamata a «sostenere i colloqui di pace verso la costruzione di un governo di unità nazionale».

Il messaggio si conclude con l’’esortazione a unire «le forze, a tutti i livelli, per far sì che la pace nell’amata Siria sia possibile. Questo sì — è la considerazione finale del Papa — che sarà un grandioso esempio di misericordia».

Il testo del videomessaggio

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