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In Siria
l’Is continua ad attaccare

· Mentre si celebra la riconquista dei distretti intorno a Damasco ·

Mentre le forze siriane celebravano ieri la riconquista degli ultimi distretti di Damasco ancora in mano al sedicente stato islamico (Is), i miliziani jihadisti hanno sferrato attacchi in due zone. Il primo è avvenuto nel deserto e ha provocato 26 morti tra i militari e le forze filo-governative. «Almeno 26 tra soldati e combattenti alleati sono stati uccisi in un attacco dell’Is che ha preso di mira all’alba una delle postazioni nella Badiya», ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. La Badiya siriana è un vasto deserto che si estende dal centro del paese fino ai confini orientali con l’Iraq. Qui resistono ancora piccole sacche controllate dall’organizzazione jihadista.

Nel secondo attacco, cellule jihadiste, sopravvissute nella zona dove l’Is era stato dichiarato sconfitto militarmente dalla Russia e dal governo siriano, hanno attaccato all’alba di ieri postazioni militari lungo l’autostrada che collega Homs a Palmira. Al momento non ci sono altre informazioni al riguardo e fonti locali parlano di un numero imprecisato di vittime tra i soldati governativi e i miliziani lealisti.

Intanto, le forze siriane e russe hanno cominciato ad ammassare truppe di terra e a intensificare la sorveglianza aerea nella regione sud-occidentale del paese — a ridosso del confine giordano e delle Alture del Golan — in una zona controllata da milizie anti-governative. Daraa e Qunaytra sono i principali centri abitati delle regioni coinvolte. Nei pressi di Damasco preoccupa intanto la situazione di Yarmuk, il campo che ospitava 160.000 palestinesi e che è ormai ridotto a un cumulo di macerie.

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18 marzo 2019

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