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In Siria
ancora morti e sfollati

· Offensiva dell’esercito nella provincia di Idlib ·

In Siria si continua a combattere, a morire e a fuggire. Da Idlib, nel nord-ovest del paese, è arrivata la notizia di almeno 23 civili rimasti uccisi durante un’offensiva lanciata ieri dell’esercito siriano in tutta la provincia. Oggi altre 25 persone sono rimaste uccise nell’esplosione di un’autobomba. Secondo il governo siriano, nella zona permane una consistente presenza di forze ribelli legate ad Al Qaeda.

L’offensiva è stata in qualche modo anticipata da Sergej Lavrov, ministro degli esteri della Russia, principale alleato di Damasco. Lavrov aveva confermato la vittoria sull’Is, annunciando tuttavia che le operazioni militari si sarebbero concentrate contro le milizie collegate ad Al Qaeda.

La provincia di Idlib ospita al momento oltre due milioni di persone. Tra loro ci sono migliaia di sfollati, arrivati da altre parti della Siria per sfuggire a un conflitto che ormai dura da sei anni. E per centinaia di famiglie è da ieri ricominciata l’odissea della fuga. Si muovono verso nord, dunque verso il confine turco, dove in questi giorni si registrano temperature particolarmente rigide.

Intanto, si sono concluse le operazioni iniziate giorni fa nell’area di Ghouta orientale per rompere l’assedio della base militare di Harasta, che ospita 250 soldati. L’esercito ha ripreso il controllo della base che, dal 31 dicembre, era circondata da ribelli.

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19 marzo 2019

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