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S’intensificano
i raid in Siria

· ​Hollande ordina nuovi bombardamenti mentre Mosca attacca le installazioni petrolifere dell’Is ·

Mentre in Europa resta alta la tensione per il rischio di nuovi attacchi terroristici, Russia e Francia stringono la morsa sul cosidetto Stato islamico (Is).

Il presidente francese  François Hollande (Reuters)

Il presidente francese, François Hollande, ha ordinato ieri un’intensificazione dei raid in Siria e in Iraq e, rivolgendosi al Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha chiesto «tutte le misure necessarie» alla battaglia contro lo Stato islamico. Mosca ha annunciato di aver effettuato nuovi bombardamenti «massicci» contro obiettivi jihadisti: in una nota diffusa dal ministero della Difesa russo si legge che le operazioni hanno colpito «gruppi armati illegali sul territorio siriano» in particolare nella provincia di Raqqa, nel nord est del Paese. Sono finite nel mirino dei raid anche installazioni petrolifere e depositi di munizioni. A confermare il rafforzamento della cooperazione franco-russa è stato anche il colloquio, ieri, tra il capo di stato maggiore russo, Valery Gherasimov, e il suo omologo francese Pierre de Villiers, che si sono scambiati valutazioni sulla situazione in Siria e hanno discusso le possibilità di collaborazione tra il gruppo navale russo e quello francese guidato da una portaerei. La prossima settimana il presidente Hollande si recherà a Washington e a Mosca per incontrare il presidente statunitense Barack Obama e quello russo Vladimir Putin. Con il primo, Hollande ha già avuto un colloquio telefonico ieri per informarlo degli sviluppi delle indagini antiterrorismo.

La Russia — ha spiegato il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov — è disponibile «a una cooperazione pratica con i Paesi della coalizione» anti-Is in Siria, a guida statunitense, a condizione che l’alleanza rispetti la «sovranità della Siria».  

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