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S’inaspriscono
i combattimenti nello Yemen

· Almeno trentasette vittime nei raid aerei della coalizione a guida saudita ·

Non conoscono sosta le violenze nel martoriato Yemen, sconvolto da una lunga guerra che sinora ha causato oltre 17.000 morti, di cui almeno diecimila civili, e oltre tre milioni di sfollati su una popolazione di poco superiore ai 25 milioni di abitanti. Un conflitto che sta devastando in maniera sistematica un paese già da tempo classificato tra i più poveri del mondo.

Nelle ultime ore si sono intensificati i bombardamenti della coalizione a guida saudita su diverse zone del paese, dopo che già ieri un raid aereo ha colpito il palazzo presidenziale della capitale, Sana’a, uccidendo sei persone e ferendone una trentina. I media locali riportano un bilancio complessivo di almeno 37 morti, fra cui diversi civili, e oltre 70 feriti, tra cui un bambino. Le zone interessate dai bombardamenti sono quelle di Ras Al Katheeb e di Al Jah, sulla costa del mar Rosso, ma diversi veicoli militari sono stati distrutti ad Al Jaruba e a Qutay, nel distretto di Al Marawi.

E stamane, un missile balistico lanciato dai ribelli huthi è stato intercettato mentre era diretto sulla capitale dell’Arabia Saudita, Riad. Lo riferiscono media sauditi. Secondo un portavoce della coalizione, il missile era indirizzato contro zone popolate. Al momento non si hanno notizie di vittime o feriti. Altri missili lanciati dai ribelli sono stati intercettati nei giorni scorsi.

La sanguinosa guerra nello Yemen ha preso il via nel gennaio del 2015 a seguito del golpe degli huthi (sciiti). Dopo oltre tre anni di costanti e pesanti bombardamenti, la situazione per i civili è al limite del collasso. «Una catastrofe umanitaria senza precedenti», ha dichiarato di recente Stephen O'Brien, vicesegretario per gli affari umanitari delle Nazioni Unite.

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