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Simbolo dell'amore per i poveri e gli oppressi

· Il Papa in occasione del cinquantenario del santuario di Cristo Rei di Almada ·

Al termine della celebrazione eucaristica al Terreiro do Paço di Lisbona,  nella sera di martedì 11 maggio,  prima di impartire la benedizione,  il Papa ha letto il messaggio preparato in occasione delle celebrazioni  per il cinquantesimo anniversario  del santuario del Cristo Rei di Almada, nella diocesi portoghese di Setúbal.


Carissimi Fratelli e Sorelle,

In questo momento, rivolgo il mio sguardo verso l'altra riva del Tago, dove si erge il Monumento a Cristo Re, quasi nella chiusura delle celebrazioni per i suoi 50 anni. Nell'impossibilità di visitare il santuario — come desiderava Mons. Gilberto, Vescovo di Setúbal — vorrei da qui additare alle nuove generazioni gli esempi di speranza in Dio e lealtà al voto fatto, che in esso ci hanno lasciato scolpiti i Vescovi e i fedeli cristiani di allora, in segno di amore e riconoscenza per la preservazione della pace in Portogallo. Di là l'immagine di Cristo stende le braccia all'intero Portogallo, quasi a ricordargli la Croce dove Gesù ha ottenuto la pace dell'universo e si è manifestato Re e servo, perché è il vero Salvatore dell'umanità.

Nella sua funzione di santuario, diventi sempre più un luogo in cui ogni fedele possa verificare come i criteri del Regno di Cristo siano impressi nella sua vita di consacrazione battesimale, per promuovere l'edificazione dell'amore, della giustizia e della pace con interventi nella società a favore dei poveri e degli oppressi, per focalizzare la spiritualità delle comunità cristiane in Cristo, Signore e Giudice della storia.

Su quanti operano e servono nel Santuario di Cristo Re, sui suoi pellegrini e su tutti i fedeli della diocesi di Setúbal imploro abbondanti benedizioni del Cielo, creatrici di speranza e di pace durature nei cuori, nelle famiglie e nella società.

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20 ottobre 2019

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