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​Simbolo della speranza di un popolo

· ​Nella basilica di Sant’Antonio a Padova ·

Pochi sanno che il più importante monumento polacco fuori dalla Polonia si trova a Padova, alla basilica di Sant’Antonio, proprio accanto alla Cappella delle reliquie, uno dei luoghi più venerati e frequentati della cristianità.

Si tratta della Cappella polacca, nella quale si conservano numerose opere d’arte (affreschi, bassorilievi, iscrizioni, lapidi, busti, sculture) lasciate a Padova dai molti pellegrini, studenti, viaggiatori, nobiluomini che cominciarono a confluire a Padova quando vi fu fondata la celebre università, nel 1222, e fecero di questa città il ponte fra Italia e Polonia, tanto che la città di Zamość, nella Polonia sud-orientale, sarà concepita a fine Cinquecento come una copia di Padova.

Un affresco di Tadeusz Popiel (1899)

L’attaccamento a questa cappella crebbe dopo la sparizione settecentesca della Repubblica di Polonia e alla fine dell’Ottocento l’architetto Camillo Boito, fratello del compositore e figlio di una contessa polacca, la rinnovò nell’ambito dei suoi restauri della basilica, impreziosendola con un altare di sua progettazione dedicato a san Stanislao e con affreschi alle pareti del pittore Tadeusz Popiel (1863-1913), considerato il maggiore pittore polacco del suo periodo.

Ritraendo la risurrezione del cavaliere Piotrowin e la ricomposizione del corpo smembrato di san Stanislao, gli affreschi esprimono plasticamente la speranza della rinascita della Polonia. Il sogno, come sappiamo, si avverò nel 1918 ma fu parzialmente affossato dopo l’ultima guerra dalla sovietizzazione del paese, per cui una targa posta in quegli anni testimonia il desiderio che anche questa prova avesse fine, come è avvenuto.

Il tempo aveva gravemente danneggiato tutte queste opere, che sono state recuperate nel corso degli ultimi quindici anni da un minuzioso lavoro di restauro condotto dalla restauratrice e scultrice Elżbieta Barbara Lenart (alla quale si deve la pregevole statua di san Giovanni Paolo II, ora posta in basilica, nella Cappella delle reliquie, proprio sotto i resti venerati di sant’Antonio), grazie a finanziamenti pubblici e privati giunti dalla Polonia. La cappella è stata inaugurata il 10 dicembre, nella ricorrenza del centenario della rinascita della Polonia, da una delegazione ufficiale di cui facevano parte il ministro della cultura, Piotr Gliński, e Janusz Kotański, ambasciatore presso la Santa Sede. (gianpaolo romanato)

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24 gennaio 2020

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