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Silenziosa
come il lievito

· La spiritualità di Maria Elisabetta Mazza ·

Maria Elisabetta Mazza (1886-1950), che Papa Francesco, con decreto del 7 luglio 2017, ha dichiarato venerabile, è tra le figure più interessanti del movimento cattolico che, a cavallo tra i due secoli, a Bergamo come nel resto d’Italia, ha offerto la prima risposta sistematica alle sfide dalla società contemporanea.

Figure come quella di Maria Elisabetta Mazza non colpiscono per l’eccezionalità. La loro santità è “umana”, alla portata di tutti e cresce — come dice lei — «come lievito, senza chiasso», attraverso le gioie e le fatiche di ogni giorno, nella preghiera e tessendo relazioni di amicizia e di lavoro con le persone. Non è un’eroina disincarnata: conosce il dubbio e lo sconforto; chiede consiglio e aiuto; attende e cerca con pazienza il manifestarsi della volontà di Dio, impegnandosi a realizzarla con tutte le proprie forze. Con tutta se stessa indica che la perfezione cristiana non è riservata a una ristretta élite di creature eccezionali, ma è accessibile a tutti.

Tanti e originali gli aspetti della sua fisionomia spirituale. La partecipazione alla vita associativa le consente di maturare una coscienza politica e civile: viene a contatto con i problemi quotidiani della gente, si raccorda con varie realtà del territorio. Comprende sempre più la missione dei laici; non basta professare la fede nell’intimità della coscienza o in circostanze occasionali; occorre testimoniarla in forme pubbliche, organizzate e comunitarie.

Inserendosi in una lunga tradizione ecclesiale e attingendo al ricco patrimonio di esperienza di santi educatori, Maria Elisabetta Mazza considera la scuola come una missione, da vivere nella scuola statale, senza reclamare privilegi o deroghe, accettandone la legislazione spesso contorta, sopportandone i gravi limiti e lavorando infaticabilmente per migliorarla dall’interno, stimolando la crescita di una maggiore qualità della proposta didattica e formativa. È un modo splendido per praticare “la carità dell’intelligenza”.

di Ezio Bolis

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16 ottobre 2019

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