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Sicurezza e assistenza
per gli immigrati haitiani negli Stati Uniti

· ​Apprezzamento dell’episcopato per la decisione di prolungare di sei mesi la protezione temporanea ·

Apprezzamento e soddisfazione sono stati espressi dal presidente del comitato sull’immigrazione della Conferenza episcopale statunitense, monsignor Joe Steve Vásquez, vescovo di Austin, in merito alla decisione del segretario del dipartimento della sicurezza nazionale, John Kelly, e dell’amministrazione Trump, di estendere di ulteriori sei mesi la protezione temporanea (Temporary Protective Status, Tps) per i cittadini haitiani negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, il presule ha auspicato «un impegno continuato e assistenza umanitaria per migliorare le condizioni di vita ad Haiti».
In particolare, saranno poco più di cinquantottomila i cittadini haitiani, che vivono e lavorano legalmente negli Stati Uniti, a ricevere per altri sei mesi la protezione temporanea. Sebbene l’estensione di ulteriori sei mesi sia considerata molto utile dall’episcopato, i presuli non dimenticano però che molte famiglie haitiane si trovano ancora «in una posizione insicura e vulnerabile, in particolare per quanto riguarda il rilascio dei permessi regolari per lavorare negli Stati Uniti. Ma l’estensione del Tps svolge un importante ruolo umanitario e garantisce la sicurezza, il benessere e la stabilità degli haitiani che vivono nel nostro paese. Pertanto — conclude monsignor Vásquez— incoraggiamo la nostra amministrazione a lavorare in modo proattivo con il governo haitiano nel fornire assistenza e sostegno. Attraverso le nostre reti di solidarietà, la Chiesa continuerà ad aiutare le famiglie haitiane negli Stati Uniti, a facilitare il processo di ricostruzione ad Haiti e a cercare nuove opportunità per collaborare con la Chiesa in Haiti e con il governo haitiano e statunitense».

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21 maggio 2019

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