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Siccità e carestia attanagliano la Somalia

· ​Da Mogadiscio il segretario generale dell’Onu chiede alla comunità internazionale di agire al più presto ·

Donne nel campo profughi di Baidoa (Ap)

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, è arrivato ieri in Somalia per quella che lui stesso ha definito una «visita di emergenza», focalizzata sulla crisi scatenata dalla siccità, dalla carestia e dalla grave emergenza colera che ha colpito il paese del Corno d’Africa. «La gente sta morendo. Il mondo deve agire adesso per fermare tutto questo», ha dichiarato il segretario generale dell’Onu. Recentemente, le Nazioni Unite hanno detto che c’è solo «una finestra di due mesi per evitare una catastrofe dovuta alla siccità». La visita ha lo scopo di richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla crisi umanitaria. Tra gli appuntamenti di Guterres, è prevista anche la visita in un campo sfollati. La Somalia — insieme a Nigeria, Sud Sudan e Yemen — è uno dei quattro paesi citati dal segretario generale il mese scorso, quando ha lanciato un appello per ottenere aiuti per 4,4 miliardi di dollari, il minimo necessario — indicano gli analisti — a scongiurare catastrofiche conseguenze alla carestia in atto. La siccità ha colpito 6,2 milioni di somali. Il governo ha dichiarato lo stato di calamità naturale in alcune zone del paese — in particolare nella regione sudoccidentale di Bay — e le agenzie umanitarie temono che la situazione degeneri e si determini una carestia su ampia scala. E le prospettive degli esperti sono allarmanti. Il Palazzo di Vetro e diverse organizzazioni prevedono che quasi un milione di bambini quest’anno soffriranno di malnutrizione in forma acuta, inclusi oltre 180.000 minori che saranno gravemente malnutriti e avranno bisogno di sostegno urgente. «Con l’appoggio della comunità internazionale, è possibile evitare il peggio e fare imboccare alla Somalia la via della pace», ha detto il segretario generale durante un incontro a Mogadiscio con il nuovo presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed. «Dobbiamo fare quanto più rumore possibile», ha aggiunto Guterres: «Conflitto, siccità, cambiamento climatico, malattie, colera. La combinazione è un vero incubo». Il numero uno dell’Onu ha quindi auspicato il sostegno mondiale per fornire cibo e aiuti umanitari immediati alla Somalia. «Questa fame — ha concluso — richiede un’enorme risposta».

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