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Siamo tutti migranti

· ​Di fronte a xenofobia, populismo e razzismo ·

Amer Bader, «Migranti»

«La speranza del regno di Dio non può essere identificata con una nazione o con un sistema politico». La sua realizzazione «rimane un orizzonte che invita alla conversione costruendo, giorno dopo giorno, una società di giustizia e di diritto, in cui ciascun figlio di Dio è accolto, nominato e protetto». Lo ha detto monsignor Bruno-Marie Duffé, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, intervenendo alla conferenza che si è tenuta a Pavia sul tema «Migrazioni globali e nuovi nazionalismi. La Chiesa di fronte a xenofobia, populismo, razzismo».

Partendo da un’analisi psicologica e sociale della “paura” nei confronti del diverso, e in particolare dei migranti, il prelato ricorda che «siamo tutti fondamentalmente dei migranti», e che per tutti la «vita è una ricerca della sorgente», fisica e simbolica. «L’incontro dell’altro, dello straniero migrante in special modo — spiega — interroga e ridefinisce in modo necessario l’immagine che abbiamo costruito del nostro divenire e avvenire. L’altro è sempre colui che rovescia le nostre previsioni. La storia sarà diversa perché dovremo scriverla insieme a colui che è venuto».

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20 settembre 2019

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