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​Siamo tutti mendicanti

· ​All’udienza generale il Papa parla della guarigione del cieco di Gerico ·

«Da mendicanti a discepoli»: è questo il «passo» che i cristiani sono chiamati a compiere sull’esempio del cieco di Gerico, il quale una volta guarito «si incammina dietro al Signore entrando a far parte della sua comunità». Nel ricordare l’episodio evangelico narrato da Luca, il Papa ha invitato i fedeli riuniti in piazza San Pietro per l’udienza generale di mercoledì 15 giugno a evitare in particolare la tentazione del «fastidio» di fronte a bisognosi, ammalati, profughi e rifugiati.

Ronald Raab, «Il mendicante cieco»

«Quante volte noi, quando vediamo tanta gente nella strada — gente bisognosa, ammalata, che non ha da mangiare — sentiamo fastidio» ha fatto notare in proposito, sottolineando che questo avviene anche «quando ci troviamo davanti a tanti profughi e rifugiati». Si tratta di «una tentazione che tutti noi abbiamo: tutti, anch’io» ha ammesso. Per questo «la parola di Dio ci ammonisce ricordandoci che l’indifferenza e l’ostilità rendono ciechi e sordi, impediscono di vedere i fratelli e non permettono di riconoscere in essi il Signore». E, ha proseguito, «a volte questa indifferenza e ostilità diventano anche aggressione e insulto: “ma cacciateli via tutti questi!”, “metteteli in un’altra parte!”».

Per il Pontefice la guarigione del cieco mostra invece ai credenti che «quando passa Gesù, sempre c’è liberazione, sempre c’è salvezza». Ascoltando la sua invocazione, il Signore «toglie il cieco dal margine della strada e lo pone al centro dell’attenzione dei suoi discepoli e della folla». Lo stesso avviene per ogni cristiano: «pensiamo anche noi — ha commentato Francesco — quando siamo stati in situazioni brutte, anche situazioni di peccato, com’è stato proprio Gesù a prenderci per mano e a toglierci dal margine della strada e donarci la salvezza».

Il passaggio del Signore è dunque «un incontro di misericordia che tutti unisce intorno a lui per permettere di riconoscere chi ha bisogno di aiuto e di consolazione». E la domanda rivolta da Gesù al cieco — «che cosa vuoi che io faccia per te?» — è la prova che Dio stesso «si fa servo dell’uomo peccatore». Da qui l’invito conclusivo del Papa: «lasciamoci anche noi chiamare da Gesù, e lasciamoci guarire da Gesù, perdonare da Gesù, e andiamo dietro Gesù lodando Dio». Perché «tutti noi siamo mendicanti» e abbiamo bisogno della salvezza di Cristo. Il quale, ha ricordato Francesco, «effonde la sua misericordia su tutti coloro che incontra: li chiama, li fa venire a sé, li raduna, li guarisce e li illumina, creando un nuovo popolo che celebra le meraviglie del suo amore misericordioso».

La catechesi del Papa

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18 ottobre 2019

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