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​Siamo amici e fratelli

· ​In Malaysia l’incontro tra il muftì e il vescovo di Penang ·

Sono incontri preziosi che «servono a incrementare il dialogo interreligioso e a spezzare la visione di odio e di sospetto che c’è stata per molti anni, anche se non hanno ancora il potere di cambiare qualcosa nella vita di tutti i giorni. 

Per questo ci vorrà molto tempo». Il gesuita Lawrence Andrew, direttore del settimanale cattolico «The Herald», descrive così il senso dell’incontro avvenuto il primo marzo scorso fra il vescovo di Penang, Sebastian Francis, e il muftì locale, Datuk Dr Wan Salim Mohd Noor.

Si tratta del secondo incontro fra leader cattolici e musulmani in due mesi, dopo il faccia a faccia avvenuto l’8 gennaio scorso fra l’arcivescovo di Kuala Lumpur, Julian Leow Beng Kim, e il muftì dei Territori federali, Zulkifli Mohamad al-Bakri, che ha aperto la strada a una nuova stagione di dialogo fra le due religioni. Negli anni precedenti, infatti, i leader islamici si rifiutavano di incontrare i rappresenanti delle altre confessioni. Ha dichiarato monsignor Francis: «Siamo qui per costruire ponti fra le due fedi e ci sono molte cose su cui siamo d’accordo, come ci sono molte questioni che vanno prese in considerazione. Lo saranno a tempo debito».
Si tratta, ha spiegato padre Andrew all’agenzia AsiaNews, «di portare pace alle persone. La Chiesa cattolica sta dicendo ai musulmani: “Siamo fratelli, siamo amici”. È quello che fa sempre Papa Francesco quando incontra i leader di altre religioni».

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22 agosto 2019

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