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Si teme una nuova strage
al largo della Libia

· Ritrovati quattro migranti morti e un barcone vuoto ·

I corpi di quattro migranti e un barcone vuoto sono stati ritrovati nelle acque al largo della Libia, suscitando il timore che in quel braccio di mare si sia consumata un’ennesima tragedia sulla rotta del Mediterraneo centrale. 

occorritori raggiungono un gommone  colmo di migranti (Ansa)

L’associazione Medici senza frontiere, i cui volontari hanno rinvenuto i corpi, ha dato la notizia precisando che il ritrovamento è avvenuto a 42 miglia nautiche dalla costa del paese nordafricano. La situazione è critica e il portavoce di Frontex, Izabella Cooper, è tornata a ribadire che «salvare vite in mare è un obbligo internazionale e i trafficanti libici si approfittano di questo obbligo». La situazione del Mediterraneo centrale «è quella che ci preoccupa di più», ha continuato, precisando che «dall’inizio dell’anno sono già arrivati 36.000 migranti, il 43 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». Frontex ha inoltre notato che «per quanto riguarda i flussi dalla Libia il modus operandi negli ultimi anni è cambiato. Se prima sui gommoni da dieci metri viaggiavano circa 90 persone, ora si arriva a 170. Inoltre la qualità di questi natanti è peggiorata, la gomma è molto più sottile. I gommoni sono importati dalla Cina e questo indica che si tratta di un grosso business transnazionale. Inoltre è diminuita la quantità di combustibile a disposizione. Per questo mentre nel 2011 i migranti riuscivano ad arrivare fino a Lampedusa, nel 2014 la zona di soccorso si era spostata a metà strada tra la Libia e le coste italiane e ora i gommoni arrivano appena al limite delle acque territoriali libiche «dove i trafficanti smontano i motori e li riportano in Libia, con altre barche o con le moto d’acqua», rileva Cooper.

Europol stima che nel 2015, anno di maggiori flussi in Europa, i trafficanti dei paesi di origine e di transito hanno realizzato profitti per circa 4-6 miliardi di euro.

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20 marzo 2019

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