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Si teme un nuovo lancio di missili nordcoreani

· Le ambasciate a Pyongyang per ora non rimpatriano il personale ·

Gli Stati Uniti non escludono la possibilità che la Corea del Nord possa effettuare un nuovo lancio di missili o un quarto test nucleare. «Non ci sorprenderebbe vedere un’azione di questo tipo» ha detto ai giornalisti il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, secondo il quale un passo del genere sarebbe in linea con l’attuale retorica bellicosa del regime comunista. Carney ha assicurato che gli Stati Uniti collaborano a stretto contatto con Russia e Cina e gli alleati (Giappone e Corea del Sud) per cercare di far desistere la Corea del Nord da nuove provocazioni.

«Non crediamo vi siano rappresentanze straniere in procinto di lasciare Pyongyang»: all’indomani dell’avvertimento lanciato dalla Corea del Nord, che ha esortato a sgomberare le sedi diplomatiche presenti nella capitale, un funzionario del Governo di Seoul descrive in questi termini la situazione. Lo riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. «Gli operatori dell’Onu in Corea del Nord sono ancora al lavoro e restano impegnati nella loro opera umanitaria nel Paese» ha intanto assicurato il portavoce Martin Nesirky, pur ribadendo che il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, è profondamente allarmato dall’escalation nella penisola coreana. Anche Parigi prende «seriamente in considerazione» la crisi in Corea del Nord ma non «prevede» per ora di sgomberare i connazionali dal Paese. Lo rende noto il ministero degli Esteri francese ricordando di «essere in stretto contatto con i nostri partner sul posto e con le agenzie dell’Onu». A «questo stadio non si prevede lo sgombero dell’Ufficio francese di cooperazione né quella dei francesi che lavorano in ong e agenzie dell’Onu», prosegue la nota ribadendo l’appello a Pyongyang di «astenersi da nuove provocazioni».

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