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Si studia un accordo
sui migranti

· Tra governo italiano e paesi africani ·

Un accordo di massima per intervenire a monte dei flussi migratori che confluiscono in Libia per poi puntare all’Europa. È il frutto dell’incontro tra il ministro degli interni italiano e i suoi omologhi di Libia, Ciad e Niger, che, annunciato nei giorni scorsi, si è svolto ieri a Roma. 

Da quell’area arriva il 90 per cento dei richiedenti asilo che sbarcano in Italia. L’accordo, che può essere definito un primo passo verso un’intesa, punta alla costruzione di nuovi centri di accoglienza per migranti irregolari e alla gestione di quelli già esistenti in Libia «conformemente agli standard umanitari internazionali». L’obiettivo urgente è cancellare i cosiddetti “lager nel deserto” in cui i trafficanti tengono prigionieri la maggior parte dei migranti pronti a partire. La quasi totalità è entrata nel paese nordafricano seguendo le rotte che, dall’Africa occidentale, portano ad Agades, in Niger, primo vero centro di smistamento di migliaia di esseri umani. Oppure, partendo dall’Eritrea e dall’Etiopia, attraverso il deserto del Ciad. Così sono sbarcati nel paese i quasi 46.000 migranti in questi primi quattro mesi e mezzo del 2017, il 35 per cento in più del 2016. Per farlo ci vogliono investimenti. Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, ne ha discusso con il ministro dell’interno della Libia, Aref Khoja, con quello del Ciad, Ahmat Mahamat Bachir, e con quello del Niger, Mohammed Bazoum. E ha spiegato che sarà coinvolta la commissione Ue, per assicurare futuri investimenti e l’addestramento delle forze di polizia, per il controllo dei confini tra Libia, Ciad e Niger.

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20 maggio 2019

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