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Si stringe il cerchio attorno a Raqqa

· Uccisi ventuno civili in un raid ·

Ventuno civili in fuga dalla città di Raqqa, in Siria, sono stati uccisi ieri durante un raid della coalizione internazionale a guida statunitense. È questo solo l’ultimo episodio di una situazione sempre più drammatica: le truppe curde e arabe, supportate dalla coalizione, stanno avanzando verso la roccaforte del cosiddetto stato islamico (Is) e i combattimenti s’intensificano. «I civili si stavano imbarcando su piccole navi sulla sponda settentrionale del fiume Eufrate per fuggire dai quartieri meridionali della città di Raqqa» riportano testimoni citati dalle agenzie.

Civili esaminano il sito di un bombardamento a nord di Raqqa (Ap)

Poche ore prima la televisione di stato siriana aveva parlato di 43 civili uccisi in altri raid della coalizione. Secondo l’emittente governativa, i raid avrebbero avuto luogo nella notte tra venerdì e sabato scorso nel quartiere di Jumailiya. Non si hanno conferme da altre fonti. Nelle ultime 48 ore si sono verificati intensi bombardamenti aerei e di artiglieria.
Si stringe il cerchio intorno all’Is. Formazioni armate arabe e i curdi delle Syrian Democratric Forces (Sdf), sostenuti dalla coalizione a guida statunitense, hanno conquistato ieri la città di Khatoniyeh, un importante snodo a ovest di Raqqa. Lo conferma anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani, spiegando che Raqqa è ormai circondata, visto che le Sdf avevano già ripreso il controllo, nei giorni scorsi, dei territori a nord e a est della città. Secondo l’Osservatorio, quindi, l’offensiva finale contro l’Is è ormai alle porte.
Se le Sdf hanno riconquistato la città di Khatoniyeh, nel villaggio di Hawi, gli scontri con le forze dell’Is sono ancora in corso. Le formazioni arabe hanno inoltre colpito le aree di Romaniyeh e Frusiyeh, alla periferia di Raqqa. Le Sdf nei scorsi giorni avevano conquistato tre posizioni strategiche lungo il fiume Eufrate: Mensura, Hnaideh e Baath Dam, quest’ultima a 22 chilometri dalla roccaforte dell’Is.

Si continua a combattere anche in Iraq. La situazione umanitaria nell’area di Mosul si fa sempre più grave. «Stiamo ricevendo notizie allarmanti sull’uccisione di civili, tra cui anche diversi bambini, a Mosul ovest. Secondo quanto riferito, alcuni sarebbero stati uccisi mentre provavano disperatamente a fuggire dai combattimenti che si stanno intensificando di ora in ora» ha dichiarato Peter Hawkins, rappresentante dell’Unicef in Iraq.

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