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Si scava tra le macerie

· Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nell’Ecuador sconvolto dal terremoto ·

Ora dopo ora, il violento terremoto che ha colpito tra sabato e domenica la costa pacifica dell’Ecuador sta assumendo i contorni di una vera e propria catastrofe, con almeno 450 morti e 2.500 feriti, intere località completamente rase al suolo e danni per miliardi di dollari. Il sisma — di magnitudo 7.8 sulla scala Richter — ha investito soprattutto la zona nordoccidentale della costa del Paese sudamericano.

Vigili del fuoco in azione   dopo il sisma   (Ansa)

«Ci vorranno mesi e anni per ricostruire tutto questo, e costerà miliardi di dollari», ha commentato il presidente, Rafael Correa, che ha visitato alcune delle zone più colpite. Parlando con i giornalisti a Pedernales, una cittadina costiera di poco più di 40.000 abitanti, praticamente distrutta dal sisma, Correa ha detto che si tratta della «più grande tragedia degli ultimi 67 anni», solo superata dal devastante terremoto di Ambato, il 5 agosto del 1949, nel quale morirono più di 5.000 persone. Oltre a Pedernales, i danni più gravi si sono verificati a Chone, Muisne, Bahia de Caráquez, Manta, Portoviejo, Esmeraldas e Guayaquil. Le operazioni di ricerca degli eventuali superstiti proseguono senza sosta, tra enormi difficoltà. L’incessante lavoro dei soccorritori è stato premiato. Stamane, infatti, un uomo è stato estratto vivo dalle macerie di un hotel a Portovejo, una delle città più colpite. Ma data la vastità della distruzione del terremoto, hanno indicato fonti governative, si teme che il numero delle vittime possano aumentare sensibilmente. Molte zone isolate devono ancora essere raggiunte dalle squadre di soccorso e si teme che sotto le macerie possano esserci ancora centinaia di persone. Il ministro per la Sicurezza, César Navas, ha confermato che molti tra gli oltre 2.500 feriti sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni.

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27 maggio 2019

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