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Si salvi chi pokémon

· Tra virtuale e reale la caccia ai mostriciattoli che ha rivoluzionato i video giochi ·

«This is what I get for playing a dumb game!» (“è ciò che mi merito per giocare a uno stupidissimo videogame!”) sono le parole pronunciate in uno stato di shock da un giovane ragazzo americano subito dopo essersi andato a schiantare contro un’auto della polizia a Baltimora. Il giovane era intento a guidare e allo stesso tempo a dare la caccia a mostriciattoli virtuali sul suo smartphone. Le sue parole sono state immortalate dalla videoregistrazione del poliziotto che indossava una telecamera sul petto e che fortunatamente si trovava fuori dell’auto al momento dello schianto.

Ma se perfino i fruitori lo considerano solo uno “stupidissimo gioco” allora perché tanto clamore all’uscita dell’ultima invenzione della Nintento, Pokémon Go?

L’appello di un bimbo siriano

Una risposta potrebbe essere questa: semplicemente perché è un gioco rivoluzionario. Tanto rivoluzionario che le autorità religiose dell’Arabia Saudita hanno lanciato una fatwa contro l’ultima delle ricreazioni digitali: perché alimenta il gioco d’azzardo e promuove «immagini proibite». Ma in realtà il Pokemon Go è molto di più di un semplice gioco d’azzardo.

Per anni giocare a un videogioco ha significato uscire di casa per andare nella sala da gioco e mettersi davanti a una specie di sportello automatico bancario, con un rudimentale video all’interno e due manopole, dove non si prelevavano soldi ma si inserivano delle monete. Erano gli anni di Pong, 1972. Passarono solo due anni e il videogame si trasferì, per una più comoda e concentrata interazione, in casa e lì per lo più rimase per quasi vent’anni. Solo nel 1989 con il lancio del popolarissimo Game Boy il gioco elettronico divenne portatile e «finalmente» si è potuto giocare anche stando in macchina o sul treno.

Ma è il gioco in casa che ha sempre mantenuto il più grande appeal grazie a schermi più grandi e sempre più ad alta definizione: la prima Play Station risale al 1994. Con il Pokémon Go siamo a un passaggio epocale. Qui il digitale e la realtà si sovrappongono per diventare lo sfondo unico di un intrattenimento che costringe a guardare la realtà con occhi diversi.

Insomma per chi non lo avesse capito scaricando la App Pokémon Go possiamo di fatto saggiare la suggestiva realtà del celeberrimo cult movie anni Ottanta Chi ha incastrato Roger Rabbit?, dove personaggi in carne e ossa interagivano con personaggi animati.

I players del nuovo Pokémon Go infatti devono sì tenere d’occhio il loro cellulare per catturare le loro prede virtuali ma le prede vanno cercate come si faceva una volta giocando a nascondino, ovvero uscendo di casa. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che grazie a questa nuova frontiera dell’intrattenimento gli hikikomori usciranno finalmente dalle loro tristi stanze. E quanti i ragazzi che soffrono di mancanza di spirito di iniziativa, di incapacità di interagire col prossimo, di apatia acuta non vedranno l’ora di mettere mano alla nuova invenzione per finalmente riscoprire il piacere dello stare con gli altri per di più all’aria aperta? Ma come era prevedibile un gioco del genere non poteva presentarsi senza serie controindicazioni: «Be alert at all times!» e «Stay aware of your surroundings» (“stai all’erta” e “guardati bene intorno!”), sono le avvertenze che vengono date all’utente prima che questo si avventuri nel tridimensionale mondo del Pokemon Go. Poche righe che non possono in alcun modo essere sufficienti per evitare tragici incidenti. Lo dimostra il fatto che in Bosnia ed Erzegovina i giocatori sono stati ulteriormente avvertiti di evitare i campi minati (ancora oggi il 2,3 per cento del territorio è considerato a rischio a causa della presenza di decine di migliaia di mine antiuomo o anticarro), retaggio della guerra etnica del 1992-1995 che ha provocato qualcosa come centomila morti. Mentre ha colpito tutto il mondo lo struggente appello dei bambini siriani: «Non cercate i pokémon, salvate noi».

di Cristian Martini Grimaldi

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19 maggio 2019

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