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Si rischia di soffocare

· ​La crescente attenzione dell'editoria libraria anglosassone sull'inquinamento ambientale ·

È uno stereotipo ironizzare sugli inglesi che per tradizione fanno della conversazione sul tempo una priorità nella propria agenda quotidiana. Adesso ci troviamo tutti, e non solo gli inglesi, a discettare sulle previsioni meteorologiche, insidiati dalla triste consapevolezza che i cambiamenti climatici, alla cui radice risiedono anche le gravi responsabilità dell’uomo, rappresentano una delle questioni più urgenti del nostro tempo. 

Anche l’editoria si è conformata a questa dimensione e sta condividendo tale emergenza: prova ne siano i numerosi libri sui disastri ambientali e sulla difesa della natura, recentemente pubblicati.
Significativo, al riguardo, è l’ultimo numero (luglio 2019) della «Literary Review» che dedica una sezione alla recensione, a cura di John Vidal, di tre volumi sullo spinoso argomento. I titoli stessi sono molto eloquenti circa la gravità della situazione: Choked: The Age of Air Pollution and the Fight for a Cleaner Future di Beth Gardiner; Clearing the Air: The Beginning and The End of Air Pollution di Tim Smedley; The Invisible Killer: The Rising Global Threat of Air Pollution - and How We Can Fight Bach di Gary Fuller. Tutte queste pubblicazioni, sottolinea il recensore, usano la parola “scandalo” per denunciare una crisi che in realtà non è solo ambientale (anche se già ciò basterebbe per dichiarare l’allarme rosso). È una crisi che coinvolge e travolge la stessa persona umana, il tessuto civile e le relazioni interpersonali. Nel momento in cui si scaglia un attacco alla natura, è la dignità stessa dell’individuo a essere vilipesa. Ecco allora che il rischio, sempre più incombente, è di rimanere chocked, cioè soffocati, come recita, appunto, il titolo del libro di Beth Gardiner.
Anche la sezione cultura del «New York Times» recensisce alcuni libri dedicati alla crisi ambientale. Il 3 luglio, a firma di Doug Bock Clark, è uscito, per esempio, un articolo sul libro di Jon Gertner The Ice at the End of the World. An Epic Journey into Greenland’s Buried Past and Our Perilous Future, in cui si denuncia il progressivo scioglimento dei ghiacciai a causa dei cambiamenti climatici e, al contempo, si elogiano la competenza e il coraggio di quelle persone che, unite in serrate spedizioni, si avventurano in quelle aree tanto meravigliose quanto pericolose, con il nobile obiettivo, finché si è in tempo, di «salvare il salvabile».

di Gabriele Nicolò

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18 settembre 2019

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