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​Si riaccendono gli scontri in Siria

· ​Decine di morti nei combattimenti tra esercito e ribelli ·

Fiammata di violenza in Siria. Si riaccende il fronte tra le province di Hama e di Idlib, con intensi combattimenti che nelle ultime ore hanno opposto le forze governative siriane e i ribelli. 

«L’esercito ha fermato un’offensiva di gruppi terroristici guidati dal Fronte Al Nusra nella regione di Taibe Al Imam e numerosi terroristi sono stati eliminati» riporta l’agenzia governativa Sana, che infatti definisce i ribelli come “gruppi di terroristi”. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani (voce dell’opposizione, basato in Gran Bretagna ma con una fitta rete di informatori sul terreno) afferma che nella battaglia si contano almeno 37 morti: sedici delle forze del regime e di milizie loro alleate, anche straniere, e ventuno ribelli e qaedisti.
La Sana sottolinea che le forze governative hanno compiuto anche bombardamenti aerei. Secondo l’Osservatorio, i raid sono stati non meno di 400 nelle ultime 48 ore e le milizie antigovernative hanno abbattuto un drone di Damasco. Il fronte dove avvengono i combattimenti si trova nella stessa regione di Khan Sheikhun, dove il 4 aprile l’uso di gas tossici avrebbe provocato la morte di oltre 90 persone, tra le quali molti minori, in seguito a un bombardamento dell’esercito.
Fonti di Mosca riferiscono inoltre che un ufficiale russo, il maggiore Serghei Bordov, è stato ucciso in un attacco a una base delle forze siriane. Lo ha reso noto il ministero della Difesa, specificando che il maggiore era in Siria in qualità di consigliere militare delle truppe di Assad. Dal 30 settembre 2015 le forze russe sono intervenute in Siria sovvertendo le sorti del conflitto. Da allora sono trenta i militari russi caduti. Intanto, sul piano diplomatico, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha annunciato che lunedì prossimo incontrerà il viceministro russo degli esteri, Gennady Gatilov, mentre slitta a una data non definita l’incontro trilaterale Onu-Russia-Stati Uniti. Di Siria e di terrorismo internazionale hanno discusso ieri a Mosca il presidente russo, Vladimir Putin, e il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Lo ha reso noto il Cremlino, secondo il quale durante il colloquio è avvenuto «uno scambio di visioni anche su altri aspetti rilevanti della situazione in Medio Oriente e Africa del Nord». Come riporta la Tass, si è parlato di relazioni bilaterali e «particolare attenzione è stata prestata a misure congiunte per sviluppare commercio, investimenti e legami economici».

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