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· Leader cattolici sulle disuguaglianze in India dal rapporto Oxfam ·

New Delhi, 19. «Le politiche governative stanno aggravando l’emarginazione delle comunità tribali. La Chiesa deve risvegliare la coscienza della nazione e dire la verità ai potenti. Non lo sta ancora facendo del tutto». John Dayal, ex presidente della Catholic Union of India, sottolinea ad AsiaNews la necessità che la Chiesa cattolica alzi la voce contro le disuguaglianze nel paese. 

L’esortazione giunge all’indomani della divulgazione dell’ultimo rapporto internazionale sullo sviluppo, che pone l’India al di sotto di nazioni come la Cina e il Pakistan. Secondo il dossier pubblicato da Oxfam, movimento globale di ong che si occupa di lotta contro la povertà e l’ingiustizia sociale, l’un per cento della popolazione indiana possiede il 58 per cento della ricchezza di tutto il paese. Questo fa dell’India una società ancora più divisa rispetto ai vicini asiatici.

Dayal, che è membro del National Integration Council of India, osserva che «gli studi pongono il subcontinente indiano ai più bassi livelli di crescita inclusiva, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza della classe operaia». In riferimento al sistema di welfare, l’India «non ha meccanismi di sicurezza sociale o alcun tipo di assicurazione medica e sanitaria per i poveri. Ciò significa che circa due terzi della popolazione rischiano di morire per malattia o per mancanza di cure, nonostante il paese stia emergendo come uno dei più grandi centri per il turismo medico, per coloro che hanno i soldi».

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