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Si può fare

· ​In Europa le diocesi si mobilitano per rispondere all’appello del Papa sui profughi ·

Fare tutto il possibile per rispondere, in fretta e con efficacia, alla richiesta del Papa. Sono unanimi le reazioni di diocesi, istituzioni e movimenti cattolici all’appello di Francesco di ospitare, in ogni parrocchia, comunità religiosa, monastero o santuario d’Europa, una famiglia di profughi. 

«La Chiesa è pronta a mobilitarsi per l’accoglienza», ha assicurato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e vicepresidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa, ricordando che dell’argomento si parlerà già nel fine settimana quando i presidenti delle conferenze episcopali europee si incontreranno a Gerusalemme (dall’11 al 16 settembre) per l’annuale assemblea plenaria, e poi, dal 21 al 23 settembre, al Consiglio episcopale permanente della Cei: «Ho già dato disposizioni per individuare dei criteri concreti per applicare e tradurre questo grande invito del Papa», ha aggiunto il porporato, osservando che in Italia le parrocchie sono 27.133 e, se ciascuna ospitasse una famiglia di quattro persone, oltre 108.000 persone troverebbero una sistemazione. Per questo, «parlerò con i collaboratori e con i parroci, per fare una mappatura e pianificare un cammino di concretezza».

Si tratta di «continuare e intensificare l’impegno e lo sforzo che tutte le diocesi italiane stanno facendo da tempo», ha sottolineato Bagnasco. L’ultimo esempio viene da Catania dove la Caritas diocesana ha partecipato attivamente alle operazioni di prima accoglienza dei quattrocento migranti sbarcati sabato nel porto. Volontari e operatori, in collaborazione con la Croce rossa e la Protezione civile, hanno fornito vestiti e scarpe ai profughi appena sbarcati dalla nave, compreso abbigliamento per donne e bambini.

di Giovanni Zavatta

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17 luglio 2019

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