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Si profila la Brexit
senza accordo

· ​Il negoziato May sconfessato a Westminster ·

La camera dei comuni  (Epa)

Non si tratta del voto definitivo ma pesa l’ulteriore bocciatura in parlamento, in tema di Brexit, registrata dal premier Theresa May. Ieri il suo piano di azione è stato respinto — con 303 voti contrari e 258 a favore — a causa dell’astensione di un gruppo di deputati Tory. Hanno spiegato di ritenere troppo ambiguo il testo dal momento che il premier ha evitato di mettere per iscritto la volontà, espressa solo a parole, di non evitare un’uscita no deal, in caso di mancato accordo. Questo gruppo di conservatori ritiene, infatti, che una “Brexit no deal” sia comunque migliore dell’accordo proposto da May. Il premier ha cercato un consenso al suo tentativo in atto di negoziato supplementare con Bruxelles, per ottenere aggiustamenti che possano avere l’approvazione di Westminster.

La bocciatura di ieri non fa che avvicinare alla data prevista del 29 marzo senza nulla di certo. Sembra difficile che si rispetti la data del 26 febbraio per il voto definitivo sul secondo piano May, dopo che il primo piano del premier è stato respinto il mese scorso dal parlamento. Di fatto, il risultato del voto di ieri non è legalmente vincolante per il governo, ma complica la situazione.

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