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Si prepara la battaglia

· Assad può contare su circa centocinquantamila uomini ·

Il lavoro della diplomazia internazionale non riesce a fermare l’avanzata delle truppe governative siriane, supportate da unità russe e iraniane, nella provincia settentrionale di Idlib. Si profila ormai con certezza una battaglia di vaste proporzioni, il cui esito senza dubbio segnerà gli sviluppi del conflitto così come i negoziati sul futuro assetto della Siria.

Un militare russo indica a una  donna  la via per lasciare Idlib (Afp)

Le forze in campo sono notevoli. Quelle che sostengono il governo di Assad possono contare su circa 150.000 uomini. Mentre sull’altro lato, alcune decine di migliaia di insorti, tra i quali circa diecimila jihadisti, sono asserragliati a Idlib. Si teme dunque una battaglia ancor più sanguinosa di quelle per la riconquista di Aleppo e della Ghouta orientale, alla periferia di Damasco.

Il principale rischio è quello di una catastrofe umanitaria visto che nell’area ci sono ancora moltissimi civili. A lanciare un appello sono stati il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e l’inviato speciale per la Siria, Staffan De Mistura, che hanno proposto l’apertura di corridoi umanitari per mettere in salvo circa tre milioni di civili presenti nella zona. «Sarebbe una tragica ironia se quasi alla fine di una guerra territoriale all’interno della Siria dovessimo assistere alla tragedia più orribile, con il maggior numero di civili coinvolti» ha detto l’inviato speciale. La settimana scorsa il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, aveva avvertito il Cremlino che un attacco diretto a Idlib si sarebbe risolto in «una catastrofe».

Al rischio della catastrofe umanitaria, richiamata anche da Papa Francesco nell’appello di domenica dopo la preghiera dell’Angelus, si aggiunge il grave pericolo di possibili attacchi chimici. Negli scorsi giorni gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno messo in guardia Damasco dal fare uso di armi chimiche contro i civili. Il Cremlino è intervenuto affermando che non saranno tollerate messe in scena organizzate da altri paesi per accusare il governo di Damasco. Ieri il portavoce del ministero della difesa russo, Igor Knashenkov, ha detto che a Idlib ci sono alcuni gruppi di jihadisti che stanno preparando un attacco chimico per poter poi accusare il regime di Assad di essere il responsabile e usarlo per giustificare l’intervento occidentale contro Damasco.

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