Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Kerry in Oman per rilanciare il dialogo

· Mentre si inaspriscono gli scontri nello Yemen ·

Almeno 13 civili, tra cui un bambino, 14 ribelli huthi e tre soldati fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore in violenti scontri nello Yemen che hanno registrato anche numerosi raid della coalizione guidata dall’Arabia Saudita a sostegno delle forze lealiste.

Un edificio distrutto a Sana’a (Reuters)

Il segretario di stato americano, John Kerry, ha avuto ieri nel sultanato dell’Oman una serie di colloqui per rilanciare il dialogo e mettere fine al conflitto nello Yemen che ha già causato oltre 7000 morti, 35.000 feriti e tre milioni di sfollati.

Incontrando a Muscat il ministro degli esteri dell’Oman, Youssef Ben Aloui, Kerry ha elogiato il ruolo che l’Oman porta avanti nel conflitto yemenita. Il capo della diplomazia di Washington si è molto impegnato nella ricerca di una soluzione del conflitto e le autorità di Muscat hanno offerto la loro disponibilità per favorire colloqui di pace tra i ribelli huthi e il presidente Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Oman è inoltre la sola monarchia del Golfo persico a non partecipare alla coalizione guidata da Riad, pur mantenendo buone relazioni con l’Arabia Saudita. Il sanguinoso conflitto nello Yemen, paese tra i più poveri della penisola arabica, ha provocato una grave crisi umanitaria, con decine di milioni di persone malnutrite, spesso dimenticata dai media internazionali.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE