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In difesa dei rohingya

· All’Angelus il Papa prega anche per le vittime delle alluvioni ·

Un appello perché si fermino le persecuzioni contro la «minoranza religiosa» dei «nostri fratelli rohingya» è stato lanciato dal Papa all’Angelus di domenica 27 agosto. «Vorrei esprimere tutta la mia vicinanza a loro» ha detto rivolgendosi ai fedeli riuniti a mezzogiorno in piazza San Pietro. «E tutti noi chiediamo al Signore di salvarli e suscitare uomini e donne di buona volontà in loro aiuto, che diano loro i pieni diritti» ha proseguito esortando alla preghiera l’assemblea dei presenti.

Dal Papa anche un pensiero a quanti nei giorni scorsi sono stati colpiti dalle alluvioni in Bangladesh, Nepal e India. «Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni — ha assicurato — e prego per le vittime e per quanti soffrono a causa di questa calamità».

In precedenza, commentando l’episodio evangelico al centro della liturgia domenicale, Francesco aveva ricordato la professione di fede di Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Parole, ha commentato, «più grandi di lui, parole che non vengono dalle sue capacità naturali» ma «sono ispirate dal Padre celeste». E da questa risposta, ha osservato, «Gesù capisce che, grazie alla fede donata dal Padre, c’è un fondamento solido su cui può costruire la sua comunità, la sua Chiesa».

L’Angelus del Papa 

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16 settembre 2019

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