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​Si è concluso il pellegrinaggio delle spoglie dei santi Pio e Leopoldo in Vaticano

Rinnegare se stessi, prendere la propria croce ogni giorno e seguire Cristo: sono i tre imperativi indicati dal Vangelo odierno che diventano estremamente concereti nelle vite di Pio da Pietrelcina e Leopoldo Mandić. 

Li ha richiamati l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la messa celebrata all’altare della Confessione della basilica di San Pietro, giovedì mattina, 11 febbraio, con cui si è conclusa la permanenza delle urne dei due santi cappuccini in Vaticano. Al termine del rito, infatti, le teche con i corpi sono ritornate nelle sedi di provenienza.

All’omelia il presule ha fatto notare come la rinuncia sia stata esemplare in padre Leopoldo, il quale voleva essere missionario soprattutto tra i popoli slavi per ricondurli all’unità e voleva essere un predicatore, mentre il Signore gli ha chiesto di rinunciare. La sua vita si è svolta nel silenzio di un piccolo confessionale, che nemmeno il bombardamento del suo convento ha potuto distruggere. Monsignor Fisichella ha poi sottolineato l’esempio di padre Pio nel portare la croce quotidiana. La sua vocazione è stata quella di portare impressa nel suo corpo la passione stessa di Gesù. Mai come per lui e prima di lui per san Francesco potevano essere valide le parole dell’apostolo Paolo: portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne. 

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21 marzo 2019

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