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Si dimette l’inviato statunitense nel Medio Oriente

· Improvvisa rinuncia di George Mitchell ·

L’inviato statunitense per il Medio Oriente, George Mitchell, ha deciso di lasciare l’incarico. Nella sua breve lettera di dimissioni, Mitchell ricorda di avere lavorato più a lungo dei due anni per i quali si era impegnato, e annuncia che lascerà il 20 maggio.

A giudizio concorde degli osservatori, si tratta di un brutto colpo per il presidente statunitense, Barack Obama, che proprio questa settimana sarà impegnato nel rilancio della sua politica mediorientale, in stallo da lunghi mesi, soprattutto per quanto riguarda il negoziato tra israeliani e palestinesi. Giovedì prossimo, Obama pronuncerà al dipartimento di Stato un suo atteso discorso rivolto non solo al mondo arabo e musulmano di Africa del nord, ma anche a Israele e i Paesi del Golfo persico e dell’Asia minore, con l’obiettivo di un rilancio del processo di pace in tutta l’area.

In precedenza, martedì, Obama riceverà re Abdullah ii bin Hussein di Giordania, mentre venerdì sarà la volta del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, atteso a Washington anche per partecipare alla conferenza annuale dell’American Israel Public Affair Committee, la principale organizzazione statunitense filoisraeliana, e per pronunciare un discorso al Congresso statunitense.

I cambiamenti in Tunisia e in Egitto, le tensioni in molti altri Paesi arabi, in particolare in Siria, hanno creato situazioni nuove delle quali la Casa Bianca intende approfittare per fare progressi sul cammino della pace tra israeliani e palestinesi. Dall’autunno scorso, quando cioè Israele aveva respinto l’idea di una moratoria sugli insediamenti nei Territori palestinesi, non ci sono stati progressi. Lo stesso Mitchell, che per mesi aveva fatto una costante spola tra Stati Uniti e Paesi dell’area, ha decisamente rallentato l’attività. Nel frattempo sono però cambiate le cose, anche perché c’è stata la riconciliazione tra i palestinesi di Fatah e quelli di Hamas.

Come aveva anticipato il mese scorso il segretario di Stato, Hillary Clinton, gli Stati Uniti intendono proporre un nuovo approccio, affrontando senza indugi le questioni più difficili come la definizione delle frontiere e quella dello status di Gerusalemme.

Mitchell è un ex senatore democratico del Maine che si era in particolare messo in luce negli anni Novanta, quando era stato il principale artefice dell’Accordo di pace in Irlanda del Nord. Ufficialmente Mitchell lascia l’incarico per ragioni personali, e non si escludono suoi nuovi problemi di salute, dopo che dal 2007 è affetto da un cancro alla prostata. Negli ultimi mesi, peraltro, il suo entourage non nascondeva la delusione di Mitchell per i pochi risultati raggiunti.

Obama ha indicato che per il momento Mitchell sarà sostituito dal suo vice, David Hale.

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