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Si dimette
il primo ministro etiope

· ​Dopo manifestazioni antigovernative nella regione di Oromia ·

Il primo ministro etiope, Hailemariam Desalegn, ha rassegnato le dimissioni ieri, in seguito alle violenti proteste antigovernative scoppiate nei giorni scorsi nella regione centrale di Oromia.

Desalegn dirigeva il governo dal 2012. «Il primo ministro ha detto di aver fatto tutti gli sforzi possibili per risolvere la crisi nel suo paese e spera che le dimissioni portino a una soluzione» ha riportato l’emittente Fana. «Desalegn ha anche dichiarato — continua la Fana — che continuerà a servire come primo ministro fino a quando la transizione di potere non sarà completata».

Le dimissioni di Desalegn sono state accettate dal comitato esecutivo della coalizione di governo, il Fronte democratico rivoluzionario dei popoli etiopi (Eprdf) ma devono ancora essere approvate dal Consiglio dell’Eprdf e dal parlamento, ciò che dovrebbe essere una semplice formalità.

A fine gennaio, il governo etiope aveva annunciato la scarcerazione di ben 2345 persone che erano state arrestate durante le proteste avvenute nel 2015 e soprattutto nel 2016 nella regione abitata a maggioranza da popolazioni Oromo. I prigionieri politici erano stati rilasciati «per costruire un consenso nazionale e allargare lo spazio democratico», come aveva dichiarato allora Desalegn. Tra gli scarcerati, il principale leader dell’opposizione in Etiopia, Merera Gudina, che era stato arrestato nel dicembre del 2016, subito dopo il suo rientro ad Addis Abeba da Bruxelles, dove aveva denunciato la repressione del governo contro il popolo Oromo.

Le manifestazioni di queste ultime settimane sono state soprattutto espressione della frustrazione degli Omoro e degli Amhara, le due principali etnie del paese, di fronte a quella che ritengono una rappresentanza eccessiva della minoranza tigré in seno all’Eprdf, al potere dal 1991. Le proteste sono anche motivate, secondo gli Omoro e gli Amhara, da una limitazione delle libertà individuali e da squilibri nella distribuzione delle ricchezze.

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