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Sì della Lega Araba ai negoziati diretti tra israeliani e palestinesi

· Incontro al Palazzo di Vetro tra Ehud Barak e Ban Ki-moon ·

La Lega Araba dice sì all'avvio dei colloqui diretti tra israeliani e palestinesi. L'annuncio è stato dato ieri, al termine di un vertice. Gli Stati Uniti hanno accolto con favore la presa di posizione, definendola incoraggiante.

Oggi, tutti gli occhi sono puntati su New York, dove il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, e il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, s'incontrano per discutere della situazione a Gaza e della politica israeliana a proposito degli insediamenti in Cisgiordania.

Il comitato dei ministri degli Esteri della Lega Araba che si occupa dell’iniziativa di pace in Vicino Oriente ha dato il suo assenso all'avvio dei colloqui diretti, interrotti a fine 2008 nei giorni dell'operazione Piombo Fuso, anche se ha lasciato ogni decisione particolare sul come e quando al presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen. L’apertura della Lega Araba è stata accolta con soddisfazione dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha subito rilanciato, dicendosi pronto a negoziati diretti e franchi già dai prossimi giorni.

«C’è un accordo su che cosa dovrà essere discusso e su come i negoziati diretti saranno gestiti», ha spiegato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Hamad Ben Gassem Al Thani, presidente del comitato della Lega Araba al termine della riunione. Durante il vertice è stato ascoltato a porte chiuse anche Abu Mazen. A margine dei lavori, poi, il presidente dell’Autorità palestinese ha ribadito la necessità di avere garanzie chiare prima di potere avviare i negoziati diretti con Israele. «Non avvierò i colloqui fino a quando non avrò una prospettiva seria sulle frontiere del 1967 e sulla fine della costruzione delle colonie», ha detto il leader palestinese.

Il nodo al centro del dibattito, infatti, è quello di sempre: la situazione degli insediamenti a Gerusalemme est e in Cisgiordania e i confini del futuro Stato palestinese. La moratoria parziale sulla costruzione degli insediamenti decisa dal Governo Netanyahu scadrà nel prossimo settembre. Gli Stati Uniti premono per un prolungamento del provvedimento. La questione è al centro delle attuali trattative indirette gestite dal mediatore americano George Mitchell. «Sto ricevendo pressioni, come non ne ho mai avute, da parte dell’amministrazione americana, dell’Ue e del segretario generale dell’Onu», ha ammesso Abu Mazen.

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