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Si continua a morire
sulla rotta spagnola dell’immigrazione

· Mentre nel Regno Unito arrivano i primi bambini dal campo di Calais ·

Sono oltre 210 i migranti che hanno perso la vita dall’inizio dell’anno sulla rotta spagnola dell’immigrazione irregolare. È quanto ha reso noto l’Associazione per i diritti umani dell’Andalusia (Apdh-A).

«Quasi dimenticata» dai media internazionali, la rotta tradizionale di immigrazione spagnola si sta riattivando, con conseguenze drammatiche. I morti registrati dall’inizio dell’anno sono già superiori al totale del 2015. Si tratta soprattutto di africani subsahariani, morti tentando di raggiungere le coste della Spagna continentale o le Canarie, o ancora Ceuta e Melilla in territorio marocchino. Fra le tragedie più gravi, c’è stata la scomparsa di un barcone con 56 persone a bordo, a maggio, e di un altro con 56 migranti, a febbraio.

Migrante a Melilla in fuga dopo aver oltrepassato la barriera col Marocco (Afp)

Intanto, quattordici bimbi arrivano oggi nel Regno Unito dal campo di Calais, nel nord della Francia, noto come la giungla. Si tratta del primo gruppo di 100 minori che possono chiedere asilo nel Regno Unito poiché hanno parenti stretti che vivono lì. Gli altri arriveranno entro questa settimana. Il governo francese ha annunciato che a breve sarà chiuso il campo nel quale la situazione è divenuta insostenibile.

Sul fronte del Mediterraneo, al largo della Libia sono circa 500 i migranti salvati nel corso di quattro diverse operazioni di soccorso. E, come accade praticamente quotidianamente, a Pozzallo, in Sicilia, è atteso lo sbarco di 130 persone. Sul piano delle responsabilità, il ministro dell’interno italiano Angelino Alfano, in una trasmissione televisiva, ha affermato che l’Italia ha provveduto a «prendere le impronte a tutti i migranti, fare gli hotspot e presidiare le frontiere», come previsto, mentre i paesi europei «non hanno rispettato l’impegno per la redistribuzione». Il ricollocamento di richiedenti asilo è in atto, invece, a livello regionale sul territorio italiano. E Alfano ha ricordato che il governo italiano ha stanziato cento milioni di euro per i comuni più virtuosi nell’accoglienza, da utilizzare come ogni comune ritiene più opportuno.

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