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Si continua a combattere a Sirte

· ​Due autobomba jihadiste uccidono dieci militari leali al Governo di Al Sarraj ·

Non si allenta la morsa del terrore e della violenza a Sirte, la città libica assediata dalle forze leali al Governo di unità nazionale sostenuto dall’Onu che combattono contro i jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). Ieri l’esplosione di due autobombe contro i militari di Tripoli ha causato dieci morti e una ventina di feriti, come ha reso noto la missione “Bunian Al Marsus” impegnata da settimane nella liberazione definitiva della città costiera libica, ultima roccaforte dei combattenti dell’Is nel Paese nordafricano.

Fonti della missione hanno inoltre annunciato l’uccisione di tre membri del gruppo jihadista nel quartiere numero uno di Sirte, dove si stanno intensificando i combattimenti tra le milizie e i terroristi rimasti confinati in alcuni edifici del quartiere. Le operazioni di terra delle forze fedeli al Governo del premier designato Al Sarraj — che però non ha ancora ricevuto il sostegno del Parlamento di Tobruk — godono dell’appoggio dell’aviazione statunitense dal primo di agosto, quando Washington diede il via libera ai raid aerei sulla città libica per individuare e colpire obiettivi dell’Is. Il Parlamento di Tobruk e il Cremlino hanno però criticato duramente la decisione della Casa Bianca, affermando che i raid sono «illegali» in quanto per agire in Libia è necessaria — hanno detto — una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Riesplode, nel frattempo, la tensione al confine con la Tunisia. È stato chiuso temporaneamente dalla serata di ieri il traffico in entrambi i sensi al valico di frontiera di Ras Jedir. Le autorità tunisine hanno motivato questa decisione facendo riferimento alle rinnovate tensioni sul lato libico tra le milizie armate rivali Jamal El Ghayeb (facente capo a Fajr Libia, coalizione di milizie che controllava Tripoli e Misurata prima dell’arrivo del Governo di accordo nazionale) e Amazigh Zouar (gruppo berbero della vicina città nordoccidentale libica di Zuara) per il controllo del posto di frontiera. Episodi simili si erano già verificati il 24 luglio scorso. Ras Jedir, a ovest di Tripoli, dista circa 25 chilometri dalla città tunisina di Ben Guerdane e 580 chilometri dalla capitale Tunisi, ed è considerato un fondamentale passaggio fra la Tunisia sudorientale e la Libia nordoccidentale.  

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08 dicembre 2019

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