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Si complicano i colloqui sullo Yemen

· Il governo boccia un’intesa sulla città di Hodeidah ·

Si complica il cammino verso la pace nello Yemen. Questa mattina la delegazione del governo legittimo, sostenuto dalla coalizione internazionale a guida saudita, ha bocciato una proposta di accordo per mettere fine ai combattimenti nella città portuale di Hodeidah, dove da alcune settimane si registrano intensi scontri e bombardamenti. La proposta di tregua era stata formulata durante i colloqui a Rimbo, in Svezia, dall’inviato speciale dell’Onu, Martin Griffiths. L’obiettivo era quello di rendere Hodeidah — città dal valore strategico, punto di passaggio importantissimo per gli aiuti umanitari — una zona neutrale, togliendo l’assedio lealista e permettendo il ritiro degli insorti huthi. 

Secondo un responsabile dell’Onu citato dalla France-Presse, quella del controllo di Hodeidah è la questione più complessa dell’intero negoziato. Il motivo del rifiuto, riferiscono fonti di stampa, è che la delegazione del governo yemenita considera il ritiro degli huthi da Hodeidah senza condizioni quale presupposto fondamentale di qualsiasi ulteriore accordo. La città, secondo il governo, «deve tornare subito sotto il controllo delle forze yemenite e dei loro alleati».
La delegazione dei ribelli huthi ha fatto sapere che «prima di pensare a un secondo round di negoziati bisogna trovare un accordo di principio in questo primo giro di colloqui». L’obiettivo — hanno sottolineato — «è uscire da questi colloqui con una bozza di accordo di principio, altrimenti sarà stato un fallimento. Bisogna costruire fiducia tra noi e loro».
Al momento, l’unico punto sul quale le parti sembrano aver raggiunto un’intesa è lo scambio dei prigionieri. A tal proposito, Griffiths ha detto che i dettagli sull’intesa verranno resi noti domani. Prima dell’avvio, giovedì scorso, dei colloqui in Svezia, Griffiths aveva già annunciato il raggiungimento di un accordo per lo scambio di migliaia di prigionieri tra le parti. Giovedì scorso, nel momento dell’inaugurazione dei negoziati, il mediatore Onu aveva di nuovo affermato che le parti si impegnavano a rispettare il patto per lo scambio.
Intanto, Amnesty International ha lanciato ieri un nuovo allarme per i civili yemeniti, accusando entrambe le parti in causa. «Per tutto l’anno le forze aeree della coalizione saudita hanno sorvolato il territorio dello Yemen, bombardando zone residenziali e infrastrutture civili e centrando perfino uno scuolabus pieno di bambini» si legge in un comunicato dell’organizzazione. «Nei suoi implacabili attacchi di terra, il gruppo armato degli huthi ha bombardato indiscriminatamente centri urbani e villaggi».

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