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Si combatte casa per casa

· Per liberare la città libica di Sirte dagli jihadisti ·

Le milizie libiche impegnate nella campagna militare per liberare Sirte dal cosiddetto stato islamico (Is) procedono a piccoli passi nella riconquista della città. Nel loro ultimo bollettino hanno riferito di essere riuscite a neutralizzare un’autobomba e di avere trovato i corpi di undici jihadisti dell’Is, uccisi in recenti scontri. Le stesse fonti hanno annunciato di avere preso il controllo di una postazione dei miliziani dell’Is nel quartiere di Giza Al-Bahareya, ultimo feudo dei terroristi nella città libica.

Soldati fedeli al premier Al Sarraj nel centro di Sirte (Reuters)

Mohamed El Ghasri, portavoce delle forze libiche impegnate nella campagna militare a Sirte, ha reso noto al portale Alwasat che i terroristi uccisi dallo scorso cinque maggio — quando cioè è iniziata l’operazione — sono «saliti a 670, mentre i feriti hanno superato quota tremila». El Ghasri ha aggiunto che numerosi jihadisti sono detenuti nella prigione di Misurata e sono state aperte delle inchieste per far luce sulle loro fonti di finanziamento sulle armi e sui loro collaboratori.

La stessa fonte ha riferito che un gran numero di corpi dei jihadisti si trovano all’obitorio dell’ospedale e solo quando Sirte sarà totalmente liberata dal cosiddetto stato islamico le forze dell’operazione per liberare la città riferiranno un bilancio dettagliato dei morti. Le milizie — ha promesso — continueranno nelle loro operazioni per liberare la città e smantellare le cellule dormienti dell’Is, ma anche per individuare i jihadisti fuggiti. Progressi anche sul fronte di Bengasi dove invece sono impegnate altre forze, quelle legate al generale Khalifa Haftar sostenuto dal parlamento di Tobruk, che si scontrano da mesi con gruppi di milizie vicine ad Al Qaeda. Il portavoce delle forze armate libiche — scrive a Sky News Arabia — ha detto che i militari hanno ripreso il controllo totale della zona di Al Qawarsha, situata a ovest della città, e adesso avanzano verso il villaggio di Kanfouda, sostenute dall’aviazione. Nel frattempo, è arrivato ieri all’aeroporto di Meetiga, vicino a Tripoli, un C-130 dell’aeronautica militare con nuova spedizione di farmaci e di supporti sanitari destinati all’ospedale della capitale. Grazie a questa spedizione — consistente in quasi tre tonnellate di medicine e materiale medico — sarà possibile garantire le cure di base a circa 10.000 persone per tre mesi e cure specifiche a 100 feriti di guerra.

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24 agosto 2019

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