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Si apre la corsa
per la successione
di Schulz

Effetto domino. Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha annunciato ieri che non intende candidarsi per un ulteriore periodo alla guida dell’assemblea di Strasburgo. La sua partenza crea un vuoto alla guida del parlamento europeo che rischia di alimentare tensioni politiche e anche — dicono gli osservatori — di indebolire la Commissione europea. 

Si è già aperta la partita della successione all’interno dei popolari, che detengono la maggioranza nell’assemblea. Il francese Lamassoure e l’irlandese McGuinness hanno annunciato la loro candidatura. In ballo per la presidenza anche Manfred Weber, il capogruppo dei popolari. La decisione di Schulz, socialdemocratico, è collegata alla scelta di presentarsi alle prossime elezioni in Germania, nel suo Land natale del Nord Reno – Vestfalia. La scelta di Schulz rimette in gioco gli equilibri politici alla guida delle tre principali istituzioni comunitarie. Un tacito accordo tra popolari e socialisti — dicono fonti di stampa — prevede che i primi assumano la guida del parlamento, dopo un primo mezzo mandato a guida socialista. Attualmente, la Commissione europea è presieduta dal democristiano lussemburghese Jean-Claude Juncker, mentre il Consiglio europeo è guidato dal liberale polacco Donald Tusk. Un popolare al parlamento darebbe le tre istituzioni al centro-destra: una soluzione controversa che i socialisti sono poco propensi ad accettare. Peraltro, va detto che con la partenza di Schulz, Juncker perde un alleato molto importante.

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26 maggio 2019

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