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Si allontana la pace nello Yemen

· Il presidente Hadi esclude il dialogo con i ribelli huthi ·

Non ci sarà alcun colloquio di pace con i miliziani sciiti huthi nello Yemen fino a quando non deporranno le armi. Questa la posizione espressa ieri dal presidente legittimo dello Yemen, Abd Rabbo Mansour Hadi, incontrando alcuni ambasciatori nella sua residenza a Riad, in Arabia Saudita. «Non abbiamo un partner con il quale possiamo raggiungere una pace» ha detto Hadi.

Il presidente yemenita, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha spiegato che il dialogo con gli huthi è «diventato impossibile dopo che i miliziani hanno ucciso il deposto presidente Ali Abdullah Saleh» prima loro alleato. Inoltre, a proposito del recente lancio di un missile sparato dagli huthi contro il palazzo reale saudita a Riad, Hadi ha detto che si tratta di una «dimostrazione che non sono interessati alla pace». E sarà «una perdita di tempo tentare di giungere alla pace prima che vengano sequestrate le loro armi». Nel settembre scorso, Hadi aveva sostenuto che la soluzione militare era «la più probabile per lo Yemen», ma che comunque il governo «continuava a tendere la sua mano alla pace». E intanto, un forte monito è giunto dalle Nazioni Unite. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha detto che «è necessaria una soluzione politica inclusiva per lo Yemen nel pieno rispetto delle preoccupazioni di sicurezza dell’Arabia Saudita». Nel corso di un’intervista esclusiva con Al Arabiya, Guterres ha detto di essere convinto che ci siano «le possibilità per portare le parti a un tavolo» dei negoziati. «Siamo nel mezzo di un conflitto per il quale è importante trovare una soluzione. E la soluzione deve tenere conto della complessità della situazione dello Yemen. Abbiamo un inviato speciale che sta cercando di fare del suo meglio. È necessario trovare una soluzione che sia comprensiva, piena. Il segretario generale dell’Onu ha poi chiesto il «disarmo dei gruppi armati nel paese».

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