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​Si allarga lo scandalo delle ong

· Gravi accuse a esponenti di Oxfam e di altre organizzazioni internazionali ·

In Gran Bretagna si allarga lo scandalo sugli abusi sessuali attribuiti ad alcuni volontari e coordinatori di organizzazioni non governative umanitarie di primissimo piano. È emerso altro, infatti, dopo la denuncia di festini con ragazze in miseria indotte a prostituirsi a Haiti, fra le devastazioni del terremoto del 2010, che ha chiamato direttamente in causa l’Oxfam, una delle più grandi organizzazioni umanitarie con sede nel Regno Unito.

Il governo di Londra, che peraltro viene accusato da alcuni giornali di non essere stato all’oscuro di quanto accadeva e di aver registrato per anni denunce e sospetti, ora minaccia il taglio dei fondi alle organizzazioni che non siano in grado di offrire garanzie di estrema trasparenza sul comportamento del proprio personale. L’attuale ministro della cooperazione internazionale, Penny Mordaunt, in un’intervista alla Bbc, ha parlato di «fallimento morale» di Oxfam, pur ricordando che migliaia di persone dell’organizzazione ha sempre ed esclusivamente operato per il bene.

Il capo esecutivo dell’Oxfam, Mark Goldring, ha replicato negando insabbiamenti da parte dell’organizzazione e definendo «vergognosi i comportamenti di una piccola parte dello staff».

La vicenda di Haiti, portata alla luce dal «Times» nei giorni scorsi, non sembra purtroppo isolata. L’«Observer», il domenicale del «Guardian», ha rivelato ieri come operatori della stessa ong fossero stati colti a frequentare prostitute, sfruttandone la miseria, già in Ciad nel 2006. E anche in quel caso a guidare la missione era Roland van Hauwermeiren. Questi è stato costretto a dimettersi nel 2011 in seguito a un’inchiesta interna per il suo coinvolgimento in festini con prostitute ad Haiti, in una villa affittata per lui a spese dell’organizzazione.

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