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Si allarga l’indagine sulle ong

· Minniti ribadisce l’invito a firmare il codice di condotta per i salvataggi in mare ·

«Il codice di condotta non è pensato per consentire una generalizzazione in negativo delle ong, che non condivido». Con queste parole il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, è tornato ieri sulla vicenda dei soccorsi in mare ai migranti, mentre si allarga l’inchiesta sul comportamento di alcune organizzazioni umanitarie impegnate nel Mediterraneo, in particolare su presunti comportamenti scorretti da parte di operatori durante gli interventi in mare.

Un intervento della nave Iuventa  nel Mediterraneo (Reuters)

Minniti ha ribadito la necessità di un maggiore coordinamento delle operazioni di salvataggio dei migranti. «Tutte le ong scelgano da che parte stare» ha detto Minniti. «Non intendo rinunciare al principio di salvataggio dei naufraghi e neppure a quello della sicurezza dei cittadini. Per questo ritengo necessaria la presenza di polizia giudiziaria sulle navi delle ong». Il capo del Viminale ha quindi ribadito che «chi non ha firmato non potrà far parte del sistema di salvataggio che risponde all’Italia, fermo restando il rispetto della legge del mare e dei trattati internazionali».

E intanto, come detto, dalle indagini in corso emergono nuovi dettagli sulle presunte irregolarità del comportamento delle ong. La Iuventa — nave della ong tedesca Jugend Rettet messa sotto sequestro dalle forze dell’ordine italiane — non sarebbe l’unica imbarcazione che avrebbe sconfinato in acque libiche per andare a prendere i migranti. L’inchiesta si allarga e coinvolge altre organizzazioni.

Sono in corso verifiche sul Medici senza frontiere (Msf). Già nelle scorse settimane si era parlato di un coinvolgimento di Msf nelle indagini condotte dalla procura di Trapani «per aver convinto i migranti a non collaborare con la polizia dopo essere sbarcati». È stata confermata l’iscrizione sul registro degli indagati di una decina di persone per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. Altri elementi sarebbero stati acquisiti recentemente su contatti diretti per la «consegna concordata» dei migranti in alto mare. Al momento, si indaga non solo su possibili contatti tra le ong e i trafficanti, ma anche su accordi tra le ong stesse.

In una nota diffusa questa mattina, Msf ha fatto sapere di non aver ricevuto «alcuna comunicazione ufficiale dalla procura di Trapani né da altre procure». Quanto vediamo oggi negli organi di stampa — aggiunge la nota — «sembra rilanciare accuse che già ci erano state rivolte alcuni mesi fa, a cui non erano seguite altre azioni o informazioni».

Nelle ultime ore il presidente di Msf Italia, Loris De Filippi, ha negato con decisione che le persone imbarcate sulle loro navi possano aver commesso irregolarità: «Ora c’è un codice, ma prima non c’era l’anarchia». In particolare, «se una ong probabilmente ha avuto comportamenti scorretti, finora la gran parte delle organizzazioni si è mossa rispettando le consegne: nel 99 per cento dei casi tutto è andato come doveva andare, anzi le ong oggi tanto vilipese hanno salvato migliaia di persone».

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