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Si allarga il fronte contro le armi

· Il colosso della finanza BlackRock lancia fondi totalmente privi di partecipazioni nel settore ·

Si allarga negli Stati Uniti il fronte che, dopo la strage di studenti nel liceo di Parkland in Florida, preme sulla lobby delle armi, chiedendo più misure restrittive. BlackRock, il più grande gestore di investimenti al mondo e colosso della finanza statunitense, si è detto pronto a lanciare fondi nel cui portafoglio non figurino più produttori o rivenditori di pistole e fucili. 

Un cartello con slogan anti-armi  in una manifestazione a Parkland  (Reuters)

Dunque, da ora in poi non saranno più solo gruppi assicurativi come MetLife, compagnie aeree come Delta Air Lines o colossi della grande distribuzione come Walmart a dire no alle “armi facili”. Il gigante degli investimenti, guidato da Larry Fink, da sempre sostenitore e finanziatore del partito democratico, ha deciso di fare sentire la sua voce e dare una svolta. BlackRock, che gestisce oltre 6000 miliardi di dollari di asset, ha più di altri la forza necessaria per esercitare pressione sulla politica, ma soprattutto direttamente sull’industria delle armi e del suo indotto. L’azienda infatti chiederà conto a produttori e rivenditori di quanto stiano realmente facendo per ridurre i rischi e per cambiare le proprie politiche. L’obiettivo, al di là di quanto verrà deciso a Washington o nei singoli stati a stelle e strisce, deve essere quello di autoriformarsi, prendendo comunque misure che limitino la diffusione di armi da fuoco tra la popolazione. Il gruppo guidato da Fink sta studiando anche la creazione di nuovi fondi di investimento che escludano del tutto le società che fabbricano, distribuiscono e vendono armi da fuoco, dando la possibilità ai clienti di fare delle scelte consapevoli e di scegliere portafogli totalmente gun free. «Impegnarsi con le aziende del settore delle armi può davvero guidare il cambiamento», afferma il colosso finanziario. 

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