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Si allarga il confronto sulla crisi siriana

· Gli Stati Uniti pronti a coinvolgere l’Iran ·

Nel confronto diplomatico sulla crisi siriana si susseguono sviluppi nuovi e difficilmente prevedibili fino a solo qualche settimana fa. Gli Stati Uniti hanno deciso di coinvolgere l’Iran, principale alleato insieme con la Russia del Governo del presidente siriano Bashar Al Assad, in un nuovo tentativo di risolvere la crisi e, insieme, di rafforzare la lotta al cosiddetto Stato islamico. Il segretario di Stato americano, John Kerry, si incontrerà con il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, la settimana entrante a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Zarif e Kerry in un incontro lo scorso novembre in Oman (Ap)

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha intanto escluso che il suo Paese possa entrare in una coalizione con la sola Russia per combattere il terrorismo in Siria. Rohani ha comunque aggiunto di aver ricevuto personalmente dal presidente russo, Vladimir Putin, l’indicazione che Mosca vuole avere un ruolo più attivo nel combattere i gruppi estremisti nella regione.

Sempre all’Onu, come noto, già lunedì ci sarà un faccia a faccia tra i presidenti statunitense, Barack Obama, e russo, Vladimir Putin. Un appuntamento ritenuto cruciale, ma del quale già si segnalano letture diverse. Dmitri Peskov, portavoce di Putin, ha dichiarato che l’incontro è stato «reciprocamente concordato» e che il tema prioritario in discussione sarà la Siria, mentre della crisi in Ucraina si discuterà solo «se resterà tempo». Poche ore dopo il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha invece sostenuto che l’incontro è stato richiesto dal Cremlino e che il tema principale sarà proprio la situazione in Ucraina.

Dal Cremlino è arrivato ieri anche un plauso all’apertura del cancelliere tedesco, Angela Merkel, sulla necessità di coinvolgere il presidente Al Assad nella soluzione del conflitto siriano. 

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18 giugno 2019

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