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Si aggrava in Siria la crisi umanitaria

· Allarme dell’Oms ·

Si sta rapidamente deteriorando la situazione umanitaria nella Ghouta orientale, un’area nei pressi di Damasco, dove trecentomila persone vivono sotto assedio e nessun ospedale è in funzione. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha chiesto immediato accesso alla zona per consegnare aiuti. «Sta scadendo il tempo per la gente della Ghouta orientale. Le risorse disponibili si stanno esaurendo giorno dopo giorno. Il nostro principale obiettivo ora è garantire immediatamente l’accesso alle cure salvavita a migliaia di uomini, donne e bambini», ha dichiarato in una nota la rappresentante dell’Oms in Siria, Elizabeth Hoff.

Due bambini  nella Ghouta orientale alla periferia di Damasco (Afp)

Secondo l’organizzazione, a preoccupare è soprattutto il numero dei bambini feriti nella Ghouta orientale, definito «alto in modo allarmante»: il 30 per cento delle persone che hanno riportato ferite a causa della guerra, infatti, hanno meno di quindici anni.

E, intanto, mentre si incontrano oggi a Mosca il presidente russo, Vladimir Putin, e quello iraniano, Hassan Rohani — oltre agli aspetti economici bilaterali al centro dei colloqui ci sarà anche la pace in Siria con i negoziati di Astana, nel Kazakhstan — un nuovo incontro tra la delegazione del governo di Damasco, guidata dall’ambasciatore Bashar Al Jaafari, e il vice inviato speciale dell’Onu per la crisi in Siria, Ramzy Ezzeldin Ramzy, si è svolto ieri a Ginevra, in Svizzera, nel quadro del quinto round dei colloqui di pace intrasiriani. La sessione di ieri è stata incentrata sul processo costituzionale. Durante i colloqui, i rappresentati di Damasco hanno illustrato a Ramzy un documento con i principi che dovranno essere rispettati in vista dell’inizio di «qualsiasi tipo di dibattito» su una nuova Costituzione.

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15 settembre 2019

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