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Si aggrava l’emergenza umanitaria in Siria

· Notizie sui due vescovi ortodossi sequestrati lo scorso 22 aprile ·

L’emergenza umanitaria in Siria  si fa sempre  più drammatica, mentre s’intensificano i contatti diplomatici per arrivare alla conferenza internazionale di pace, la cosiddetta Ginevra 2. Ieri ne hanno parlato per  telefono   il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e il segretario di Stato americano, John Kerry, mentre Lakhdar Brahimi,  inviato dell’Onu e della Lega araba, ne discute oggi a Damasco con il presidente Bashar Al Assad.

Il protrarsi della guerra civile e la deriva che ha preso — agli scontri tra forze governative e insorti si affiancano quelli tra fazioni diverse dei ribelli, spesso rafforzate da combattenti di provenienza straniera — rendono insostenibile la condizione delle popolazioni. Sul piano sanitario, dopo l’allarme lanciato ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su un’epidemia di poliomielite nel nord-est, si moltiplicano gli appelli per un cessate il fuoco che consenta di vaccinare i bambini in pericolo.

Nel frattempo, l’esercito ha ripreso il controllo di alcuni villaggi abitati da cristiani vicino a Homs, da mesi occupati da  gruppi ribelli.  Ne ha dato conferma, in un’intervista a Radio Vaticana, il nunzio apostolico a Damasco, arcivescovo  Mario Zenari.

Inoltre proprio ieri, il responsabile dei servizi di sicurezza libanesi, generale Abbas Ibrahim, ha comunicato che è stato individuato il luogo dove si trovano i due vescovi di Aleppo,  il greco ortodosso Boulos Al Yazigi e il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim,  rapiti lo scorso 22 aprile nell’area compresa tra la città  siriana e il confine con la Turchia. Il generale Ibrahim ha aggiunto che con i sequestratori  sono incominciati contatti indiretti, cioè attraverso mediatori,   per ottenere la liberazione dei vescovi.

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15 ottobre 2019

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