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Si aggrava il bilancio dei morti


· In Grecia si cercano disperatamente sopravvissuti tra le case distrutte dagli incendi ·

Un vano di una casa distrutta a Mati (Afp)

È salito a 81 morti e 550 feriti il bilancio ufficiale degli incendi che hanno devastato l’Attica, in Grecia. Oltre 280 persone, tra vigili del fuoco e volontari, stanno ancora operando nella zona a nord-ovest di Atene per spegnere gli ultimi focolai ed evitare possibili riaccensioni, mentre si cercano disperatamente superstiti tra la case divorate dalle fiamme. Altre 200 stanno mettendo in sicurezza l’altra zona più colpita dai roghi, a ovest della capitale, dove le autorità locali hanno evacuato nella notte tre insediamenti abitativi.

Il 98 per cento di Mati è «distrutta». Mati, piccolo centro turistico a 40 chilometri a nord-est della capitale greca, parrebbe essere la località più devastata: completamente distrutta dalle fiamme e con 26 corpi carbonizzati rinvenuti nel giardino di una villa. Intanto continuano a giungere decine di segnalazioni di dispersi.

Il governo di Alexīs Tsipras ha lanciato ieri una serie di misure per fronteggiare la crisi: venti milioni di euro di fondi straordinari, un conto corrente per le donazioni, il rafforzamento della vigilanza.

E aiuti arrivano da Bruxelles. «Ho ribadito che l’Ue continuerà a fare tutto ciò che serve per aiutare il popolo e le autorità greche in questa situazione straziante» ha assicurato ad Atene il commissario europeo agli aiuti umanitari Christos Stylianides, precisando che «questi sono giorni di dolore ma insieme, come europei, siamo determinati a combattere in modo deciso questi incendi». Il Commissario ha poi precisato che «grazie al meccanismo di protezione civile dell’Ue abbiamo aiutato a mobilitare aerei, veicoli, personale medico e vigili del fuoco», ringraziando tutti i paesi che hanno offerto supporto e sottolineando che «la priorità deve continuare a essere quella di aiutare le persone colpite per tutto il tempo necessario».

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