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Si acuisce la crisi politica in Albania

· Si dimettono in blocco i deputati della principale forza di opposizione ·

Manifestante di fronte alla sede del governo a Tirana (Afp)

Non si placa la crisi politica in Albania. A poche ore dalla protesta davanti alla sede della presidenza del consiglio per chiedere un governo transitorio che prepari le elezioni anticipate, il Partito democratico (Pd, di centrodestra), principale formazione all’opposizione guidata da Lulzim Basha, ha fatto sapere di essere pronto ad abbandonare definitivamente il parlamento. «Ho deciso di proporre al gruppo parlamentare e al direttivo del partito di rinunciare ai mandati parlamentari», ha dichiarato Basha. «Il messaggio ricevuto dalla protesta è stato chiaro: non si può più andare avanti in questo modo. Il tempo delle parole è scaduto. Noi non possiamo fare da facciata a un parlamento eletto da un voto dettato dalla criminalità organizzata», ha sostenuto il leader del Pd. Il Partito democratico conta 43 seggi su 140 di cui è composto il parlamento albanese. Il suo alleato, il Movimento socialista per l’integrazione, ha 18 deputati, ma non si è ancora pronunciato se intende fare la stessa mossa. Giovedì prossimo, l’opposizione ha convocato una nuova manifestazione a Tirana, dopo la violenta protesta di sabato scorso per chiedere le dimissioni del governo del premier socialista, Edi Rama. Proteste che hanno visto ripetuti scontri fra gruppi di manifestanti — che hanno assaltato a più riprese il palazzo di governo — e le forze dell’ordine, intervenute con gli idranti e i lacrimogeni per disperdere i più facinorosi. All’appello dell’opposizione contro il premier Rama, al potere dal 2013 e accusato di corruzione, hanno risposto decine di migliaia di persone. Gli incidenti sono cominciati quando alcuni dimostranti hanno lanciato bottiglie incendiarie e pietre all’ingresso dell’edificio e hanno rotto il cordone di polizia. I manifestanti sono prima saliti su un’impalcatura all’ingresso, poi hanno infranto le finestre riuscendo a entrare nell’edificio al primo piano. Almeno sei persone sono rimaste ferite (quattro manifestanti con problemi respiratori per l’inalazione di gas lacrimogeni) e due poliziotti sono stati ricoverati in ospedale.

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18 marzo 2019

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