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L’Europa
ancora divisa sui migranti

· In agenda il summit a Tunisi con i paesi africani e il vertice sul codice di condotta delle ong ·

Prima il summit di Tunisi per il confronto con i paesi d’origine dei migranti, poi il vertice con le ong sul codice di condotta, in mezzo l’incontro a Parigi tra i due “uomini forti” della Libia, Al Sarraj e Haftar, infine le decisioni di Bruxelles sulle modifiche chieste dall’Italia alla missione Sophia. 

Migranti stipati sulla nave che li ha appena soccorsi (Ap)

Si apre una settimana cruciale per la gestione dei flussi migratori, con l’Europa che cerca una strategia unitaria nonostante forti attriti interni. Il primo appuntamento è previsto per oggi a Tunisi: il ministro dell’interno italiano Marco Minniti parteciperà all’incontro del gruppo di Contatto Europa-Africa. Attorno al tavolo ci saranno sette paesi europei (Italia, Austria, Francia, Germania, Malta, Slovenia, Svizzera, nonché rappresentanti dell’Ue) assieme a Tunisia, Ciad, Niger, Algeria e Libia. L’obiettivo è chiaro: intervenire sui paesi d’origine per fermare le partenze dei migranti che raggiungono la Libia e da lì l’Italia e contrastare le organizzazioni criminali che gestiscono i traffici del deserto. Sul tavolo l’Europa metterà non solo soldi ma anche una serie di interventi per migliorare strumenti e apparecchiature per il controllo delle frontiere e formare il personale di sicurezza. Il giorno dopo, martedì, al Viminale ci sarà invece il vertice con le ong per discutere del codice di condotta predisposto dall’Italia e che ha avuto il via libera dall’Unione europea. Un appuntamento che non potrà non tener conto della mossa del presidente francese, Emmanuel Macron, che proprio martedì a Parigi metterà attorno al tavolo il premier libico Al Sarraj e l’uomo forte di Tobruk, il generale Haftar, con l’obiettivo di superare le divisioni che hanno impedito finora una concreta stabilizzazione del paese. I contenuti del codice delle ong sono conosciuti da tempo: si va dalla possibile presenza a bordo delle navi di ufficiali di polizia giudiziaria (non una presenza sistematica ma solo nel caso le autorità di sicurezza ne facciano richiesta) al divieto per le imbarcazioni di entrare nelle acque libiche e di trasferire i migranti su altre navi in alto mare. Dalla regolamentazione dei segnali luminosi alla trasparenza sui finanziamenti fino all’obbligo di avere tutte le certificazioni di idoneità tecnica.

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21 settembre 2019

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